Archive for category lingua

Sogni nel cassetto

Un sogno che mi porto dietro da molti anni è imparare il linguaggio dei segni (LS).

Oggi mi sono finalmente deciso e mi sono iscitto ad un corso che si svolge a Lund. E’ linguaggio dei segni svedese (teckenspråk) che è, ovviamente, diverso da quello italiano, americano o… danese!

Nota: per imparare ed interpretare, il mio cervello dovrà fare il doppio della fatica: dovrò prima interpretare lo svedese e poi il LS! D’altra parte lo sto già facendo col cinese che reinizia domani, ma a Malmö.

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Da destra a sinistra

No, non è un post politico.

E’ solo la direzione  in cui si scrive l’arabo. IntereSsaaaaaaaante, direte voi sbadigliando.

Come darvi torto? Io però ve lo dico lo stesso perché ieri ho cominciato a prendere lezioni di arabo. E, giocoforza, si inizia con l’alfabeto, ‘ché l’arabo scritto non perdona.

Ordunque, ieri ho imparato 8 consonanti, 2 semiconsonanti (o semivocali) e 3 vocali (beh, 6, in realtà: 3 lunghe e 3 brevi)

د

d

ذ

th

ر

r

ز

z

ب

b

ت

t

ث

th

ن

n

ا

a

و

o

ي

i

Al momento non c’è niente da studiare per cui mi diverto e basta. Ho momentaneamente sospeso le lezioni di cinese perché il corso cozzava con l’orario di arabo, ma penso di riprendee il prossimo trimentre, visto che l’arabo voglio solo imparare a leggerlo: non ho il maosichismo di scontrarmi con la sua grammatica.

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Pasta

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Non ho ben capito che tipo di pasta (o servizio) vendano in questo chiosco situato in Kungsgatan, presso il Rörsjöparken

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Spreconi

Gli svedesi sono un popolo pulitino, ordinatino, col pallino dell’ecologia, del riciclo e del naturale.

D’altra parte sono anche dei grandi spreconi. Buttano una quantità impressionante di cibo e lasciano sempre le luci accese, soprattutto quelle alle finestre (vecchia tradizione con le mysiga candele diventate luci elettriche)

C’è un altro campo in cui gli svedesi sprecano molto: la loro lingua. Come tutte le cose viventi, anche le lingue si evolvono (alla faccia dei creazionisti). La lingua scritta svedese non tiene il passo con quella parlata a e quindi ecco che si forma una differenza fra le due. Questo si traduce con una notevole quantità di lettere che non si pronunciano ma che si devono scrivere.

Es. Vad är det för något? in realtà si pronuncia Va ä de fö nåt? 16 lettere scritte ma solo 10 pronunciate.

o

Jag har haft ont i huvudet hela förmiddagen che diventa Ja a aft ont i huve hela förmmiddan

Ecco, quando penso che ci sono bambini in Africa che non hanno nemmeno una lingua propria, a me viene il nodo allo stomaco davanti a tutto ‘sto spreco

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Il potere logora

Come immigrato in Svezia, mi sono dovuto pure io confrontare con la lingua locale.
Dopo 7 anni abbondanti me la cavo: sono persino riuscito a tenere testa ad un venditore al telefono quando ho disdetto il contratto per la TV via cavo :-)
Seguire i telegiornali o i film non è un grosso problema: anche senza una comprensione del 100%, il nostro cervello analizza e riempie imbuchi (capita pure con la nostra lingua madre).

C’è però una soglia oltre alla quale non riuscirò mai ad andare, e questa me la sono messa via da tempo. Una lingua non è semplicemente un insieme di regole grammaticali e vocaboli. Se fosse solo questo, avremmo da tempo dei traduttori automatici funzionanti (a proposito: state alla larga da Google Translator! E’ una trappola inaffidabile). Quando parliamo, facciamo di continuo riferimenti a ciò che ci sta attorno, a ciò che conosciamo. Faccio un esempio: se dico “sei ironico come Andreotti”, ogni italiano sa cosa voglio dire. La parola “Andreotti” (un nome è una parola) evoca le sue battutine, ma anche il suo coinvolgimento con la mafia e il suo atteggiamento durante il rapimento di Moro. Come spiegare tutto questo in maniera concisa a qualcuno che non sa chi sia Andreotti? Sarebbe impossibile. E non è che si possa fare un corso rapido di riferimenti per colmare le lacune

Ed è la stessa cosa capita a me quando si va fuori con gli amici dello svedese domestico. Mi annoio assai quando non capisco realmente il nocciolo della conversazione pur cogliendo le parole e la grammatica.

Ma, come già detto, me la sono messa via da tempo: immigrato sono e immigrato resto. Un mezzo e mezzo con due piedi in nessuna scarpa :-)

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Ricordi di latino

Visto che è qualche anno che abito quassù, un pochetto di svedese lo mastico.
Ci sono parole assolutamanente svedesi che il mio occhio riconosce come tali (es. bord, medborgarskapet, uppehållstillstand) ed altre che, simili a quelle della mia lingua madre, richiedono un doppio processo mentale.

E per questo che le frase che vedete in basso in questa figura, mi ha fatto ridere per un bel po.

blommande

Per la cronaca, blommande significa fiorito/a. Uterum (che non è della seconda declinazione) significa letteralmente stanza esterna. Il titolo dice: "Fate del vostro terrazzo una stanza fiorita"

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