Archive for category viaggi

Un po’ di foto

Solo qualche foto (fra le millanta che ho fatto) dalla Scozia.

 

L’essenza della Scozia (Isola di Skye)

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Laggiù si intravedono le Ebridi Esterne (Outer Hebrdis). Così vicine, così lontane.

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L’immancabile castello. Vediamo chi lo riconosce.

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Isola di Skye. Sospiro.

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Portree, “capitale” dell’Isola di Skye.

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Alla ricerca di Highlander e del mostro

Sottotitolo: Sulle tracce di Maria Stuarda

 

In Scozia me ne vo: da domani, per una decina di giorni, sarà a zonzo per le Highlands, fra loch e collinette, boschi e speduti villaggi. Insomma, un po’ come in Svezia ;-)

Obbligatoria la visita ai castelli solitari (o dei ruderi rimasti) e ad almeno una distilleria (richiesta dello svedese domestico). Io, al massimo, mi farò convincere a gustare una birra.

Programma del viaggio: Isola di Skye, Inverness (vicino al lago di Ness, il mostro), Aberdeen, St. Andrews ed Edinburgh. Guidare a sinistra non mi spaventa: l’ho già fatto in Australia e nessuno è rimato ucciso.

Anche i mici andranno in vacanza per la prima volta in vita loro: 11 giorni in un hotel per gatti (katthotell in svedese). Sarà una novità per loro, condannati come sono agli arresti domicliari a vita :-(

Se mi riesce di avvistare il mostro (anche se sarò impegnato a guidare o a scacciare le zanzare), pubblkicherò le foto in esclusiva qui. Trattenete il fiato,mi raccomando!.

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Skåneshire

Gli inglesi hanno un termine per descrivere il panorama delle dolci colline della Toscana: Chiantishire.

Non so se esista un termine per le altrettante belle colline dello Skåne: forse Herring (aringa)-shire?

Ecco alcune foto scattate lo scorso weekend durante una gitarella in bici verso il castello di Torup, a circa 15 km da casa mia. Questi paesaggi sono disponili a pochi minuti di strada dal mio divano :-)

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Immagine panoramica

Malmö in lontananza. Si intravede il Turning Torso

Torup

Qui un video a 360 gradi per mostrare cosa mi circondava.

La città di Malmö ha circa 490 km di piste ciclabili (e si intende *ciclabili*, non marciapiedi o strade in comune con le auto) che si snodano via i molti parchi cittadini fino alle periferie. In particolare quella che conduce a Torup è stata costruita sul tracciato di una vecchia ferrovia che passava fra le due città e dunque risulta essere piuttosto regolare nonostante le colline.

Una cosa che mi manca molto qui in Svezia sono le  montagne (da vicentino avevo le Prealpi sempre alle spalle): le colline mi rendono la mancanze più sopportabile :-)

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in treno verso il nord

Per festeggiare i 50 anni dal completamento della nordlandsbane, la NRK (la TV pubblica norvegese)  ha realizzato un documentario intitolato Nordlandsbanen: minutt for minutt (La ferrovia del Nordland: minuto per minuto). Hanno piazzato una telecamera sulla locomotiva (ed altre con diverse visuali) ed hanno ripreso tutti i 729 km del tratto Trondheim – Bodø.

Il documentario dura quasi 10 ore e si può guardare qui. In realtà l’han fatto ben 4 volte perché le riprese mostrano tutte e quattro le stagioni (con stupende dissolvenze fra una scena e l’altra).

Delle quasi 10 ore, mi son guardato le prime due e le ultime 3: i panorami sono magici.

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Ik ben verliefd

Canalil

Il titolo non è solo un riferimento alla canzone presentata dall’Olanda all’ESC nel 2009, ma anche il mio stato d’animo verso Amsterdam, città che mi ha ospitato durante lo scorso fine settimana.
Da buon turista ho fatto tutto quello che ci si aspetta: giro in battello per i canali, giro in bus per le strade, gita ai mulini a vento, escursione al museo a cielo aperto a nord della città, visita di un caseificio (con acquisto di Gouda – che si pronuncia in maniera totalmente diversa: “Hhhhhauda”), ad una fabbrica di zoccoli di legno ed ad una officina di taglio di diamanti. E, naturalmente, al quartiere a luci rosse dove la tristezza regna. Per parità dei sessi, mi è stato spiegato che esistono pure i prostituti maschi (le loro finestre hanno luci azzurre). Non ne ho visto nessuno, ma non credo che trovarne uno mi avrebbe fatto cambiare idea sullo squallore della cosa.

La città è davvero molto bella. Si fa girare e piacere molto velocemente. Non ha paura del suo passato e (almeno dal punto di vista architettonico) non ha la smania di ricoprire tutto con cemento e vetro (a differenza di Berlino, per esempio).

Questa era pure la settimana del Gay Pride. Sabato si è svolta la parata lungo i canali: 4 ore e rotte di barche adornate cariche di fiori e finocchie danzanti :-) Una nota di nazionalismo: ho sentito Euphoria di Loreen almeno 4 volte, contro solo due volte di Lady Gaga ed una miserrima Madonna. Tiè ;-)

dudes marry dudes
natante

In sintesi, una bellissima esperienza, resa ancor più apprezzabile dalla scoperta che ovunque ci sono rivendite di patatine fritte giganti: buone e croccanti, proprio come piace a me (da evitare il chiosco che sta davanti alla partenza dei battelli. Andate un 50 metri più avanti: c’è un chiosco piccino picciò dove ti friggono le patate alla bisogna invece di riciclare quelle che hanno già pronte (e magari, bruciacchiate))

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Ven(i), Vidi, Vici

Dopo numerosi tentativi andati male a causa dei traghetti pieni, sono finalmente riuscito ad andare a Ven (c’è pure una voce in italiano su Wikipedia).

Ven è in’isoletta che si trova  a metà strada fra Svezia e Danimarca: è considerata la perla dell’Öresund (o Øresund), lo stretto che separa le due nazioni. D’estate è meta di numerosi turisti (del genere che devi aspettare 3 o 4 ore prima di poter prendere il traghetto)  ma già appena spunta un sole moderatamente caldino, le frotte festanti si affrettano all’imbarco.

La traversata da Landskrona dura circa mezzora. All’arrivo Ven presenta ben due alternative per i turisti: la via principale che attraversa l’isola (asfaltata e con tanto di autobus) e la stradina pedonale che fa il giro della costa ed inaccessibile alle auto. Va da sé che il sottoscritto ha scelto la mulattiera che presenta degli scorci davvero suggestivi (senza contare che non c’è ombra di altri turisti). Siccome però l’isola è piccola (7,5 km2), non è che puoi evitare gli altri visitatori per sempre, e nei ben 4 paesetti c’è sempre un bel po’ di gente.

Ven si presta ad essere visitata in bicicletta. Ce la si può portare da casa, o la si può affittare in loco. La fauna locale (oltre ai 371 abitanti ufficiali) è ricca di lepri, fagiani (ne ho contati 6) e cigni (che fanno il nido ad alcuni metri dalle case. Pareva si sentissero comunque al sicuro).

Qui un po’ delle foto che ho fatto.

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E si parte di nuovo

Fra circa un’oretta ci si mette in strada di nuovo.

Dopo l’Australia e la Cina è la volta della vecchia cara (nel senso di dispendiosa) Europa.

Questo è il programma: circa 5000 km da suddividere in 16 giorni.

Se la Volvo che abbiano preso a noleggio regge, bene, altrimenti ci fermeremo dove capita e metteremo radici :-)

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