Skåneshire

Gli inglesi hanno un termine per descrivere il panorama delle dolci colline della Toscana: Chiantishire.

Non so se esista un termine per le altrettante belle colline dello Skåne: forse Herring (aringa)-shire?

Ecco alcune foto scattate lo scorso weekend durante una gitarella in bici verso il castello di Torup, a circa 15 km da casa mia. Questi paesaggi sono disponili a pochi minuti di strada dal mio divano :-)

Skåneshire1

Skåneshire2

Immagine panoramica

Malmö in lontananza. Si intravede il Turning Torso

Torup

Qui un video a 360 gradi per mostrare cosa mi circondava.

La città di Malmö ha circa 490 km di piste ciclabili (e si intende *ciclabili*, non marciapiedi o strade in comune con le auto) che si snodano via i molti parchi cittadini fino alle periferie. In particolare quella che conduce a Torup è stata costruita sul tracciato di una vecchia ferrovia che passava fra le due città e dunque risulta essere piuttosto regolare nonostante le colline.

Una cosa che mi manca molto qui in Svezia sono le  montagne (da vicentino avevo le Prealpi sempre alle spalle): le colline mi rendono la mancanze più sopportabile :-)

  1. #1 by Verdefoglia on 2 September 2013 - 23:32

    Bella!!! ToSkåne!!! :D:D

    • #2 by gattovi on 3 September 2013 - 08:34

      Ha ha ha! Bella questa :-)

  2. #3 by Anonimo SQ on 7 August 2013 - 08:41

    Dire che l’italiano non sia una lingua vera, come sarebbe invece l’inglese, mi sembra un po’ forte.

    Con tutto il rispetto per tutti, ricordiamo che noi si può leggere Dante, Petrarca o Boccaccio e capirci abbastanza a distanza di 7/8 secoli, mentre un inglese avrebbe seri problemi a capire lo Shakespeare in originale.
    Forse non tutti sanno che la grammatica, l’ortografia e la pronuncia dell’italiano fu stabilita da fior di intellettuali tra ‘500 e ‘600 (ben prima che esistesse lo stato italiano), cosa che ci viene invidiata, per dire, proprio da quei popoli anglofoni (ho esperienze americane e canadesi, se non mi credete leggete per esempi + rilevanti Beppe Severgnini), nei quali gente con fior di lauree (giornalisti, scienziati) non sanno come scrivere le parole che dicono, o come pronunciare quelle che leggono.
    Insomma, basta con i complessi di inferiorità, per favore.

    Altro è la questione dei dialetti, nei confronti dei quali una sciagurata impostazione culturale di dittatura dell’ “italiano standard” (spesso una sua coniugazione meridionale/romanesca) ha fatto fare alle scuole dello stato la guerra di sterminio.
    Per noi veneti (come dice Zaia, che non voto ma rispetto, 8 veneti su 10 PARLANO e PENSANO in dialetto) il dialetto E’ la madrelingua !
    Ho fatto litigate epiche con insegnanti non veneti che si indignavano per l’uso normale del dialetto da parte dei loro alunni, e che qualificavano per questo come “minus habens”. Quanti imbecilli abbiamo avuto in cattedra (e ancora abbiamo) !
    Cordialmente,

    Anonimo SQ

    PS Piero Angela sostiene da anni che ognuno dovrebbe parlare almeno tre lingue: il suo dialetto locale, l’italiano “standard”, e l’inglese ( o lo spagnolo, insomma una lingua di scambio internazionale).

    • #4 by gattovi on 7 August 2013 - 17:37

      Ci sarebbe da fare un discorso molto lungo sull’aspetto dei dialetti ma non prenderei Zaia come compagno d battaglie.

  3. #5 by Alex_Vr on 5 August 2013 - 18:27

    Anch’io mi sto dando al ciclismo: 40 km ogni volta che esco nel bel mezzo del parco dell’Adige in mezzo a boschi e campi. Prenderò qualche foto pure io perché il paesaggio merita, come il tuo. Specie perché non si vedono esseri umani in giro ;-)

    • #6 by gattovi on 5 August 2013 - 20:32

      Assicurati di includere le montagne nelle foto :-)

  4. #7 by Daniele on 4 August 2013 - 13:35

    Continuo a non essere in fan dei castelli svedesi, tolti Kalmar e pochi altri :-)
    Comunque molto bella, la zona! Noi, qualche giorno fa, siamo stati in spiaggia a Skanör, altro posto meritevole di visita.

    • #8 by gattovi on 4 August 2013 - 13:40

      Gli svedesi chiamano castello quello che noi chiameremmo villa. Ma non facciamo gli spocchiosi ;-)
      Skanör, oltre che essere un bel posto, ha anche una enorme importanza storica: in illo tempore era un notevole centro commerciale e religioso nello Skåne.

      • #9 by Daniele on 4 August 2013 - 13:51

        Si, ma anche i castelli “veri”, come quello di Uppsala, sono, spesso, nulla più che brutti “casermoni”.
        Sarà che sono abituato a quelli italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, inglesi… resto sempre deluso. :-)

  5. #10 by Locomotiva on 4 August 2013 - 12:20

    il mio dubbio è i britanni che inciampino sulla A con la dieresi di Skaneshire – che i perfidi albionici già non sanno come pronunciare le loro parole, e fan danni a storpiare parole straniere normali, figuriamoci gli accenti bizzarri.

    Comunque, hum, si, carino… :P

    • #11 by gattovi on 4 August 2013 - 13:35

      In realtà quello sopra la a di Skåne è un pallino e fa sì che si pronunci come una o aperta (tipo rosa).

      Comunque lo Skåne già ce l’ha un nome inglese : Scania (proprio come i camion)

      • #12 by Daniele on 4 August 2013 - 14:21

        Fra l’altro gli inglesi sanno benissimo come pronunciare le loro parole. :-P
        Il fatto è che l’Inglese è una lingua vera, e non posticcia come l’Italiano (che è stato deciso “a tavolino” sul fiorentino, peraltro sbagliando pure alcune cose). Quindi ha pronunce e dizioni diverse che sono tutte valide e che, per questo motivo, non vengono corrette in fase di apprendimento scolastico. Poi esiste il cosiddetto inglese standard (la “received pronunciation”, inglese “della BBC” o “posh”), che però è solo un formalismo non vincolante.
        La stessa cosa succede con lo svedese, altra lingua “vera”. Ad esempio ci sono diversi modi locali per pronunciare “sjuttiotre” (settantatre) e sono tutti corretti, anche se esiste un “riksvenska” che è la dizione standard non ufficiale.
        Per questo gli Italiani, abituati ad una pronuncia “unica” (magari solo con qualche vocale aperta o chiusa a fare la differenza fra regione e regione) restano spiazzati quando vanno all’estero dopo avere studiato una lingua. :-D
        Tutto questo per spezzare una lancia a favore degli albionici, dato che sono sempre stato affascinato dalle loro varianti linguistiche (a partire dalla distinzione fra parlata rotica e non-rotica). :-)

      • #13 by gattovi on 4 August 2013 - 15:22

        Mi sento di dissentire.
        L’italiano è una lingua vera quanto lo è l’inglese, il danese o il tagalog. Sarebbe finta se tutti parlassero come Manzoni ed avessero lavato i panni in Arno. Ma io parlo italiano vero pur non parlando come Manzoni: uso il passato prossimo al posto del passato remoto, dico zucchero con la z sonora e nessuno mi ha mai corretto perche è una variante regionale proprio come gli inglesi dicono poteto-potato/tometo-tomato, o il nio/nie (9) degli svedesi. Esistono miriadi di varianti di italiano, tutte accettabili anche se non corrispondono ai dettami dell’Accademia della Crusca (a proposito: la Svenska Akademien pubblica il suo ordbok ogni anno dal 1521. A quello si deve attenere chi vuole parlare rikssvenska). Inoltre le lingue evolvono come ogni organismo vivente e oggigiorno nessuno parla come Renzo e Lucia de I Promessi Sposi (http://www.youtube.com/watch?v=EHNPOo8lUb4).

        Ciò che distingue l’inglese scritto dal’italiano o dallo svedese è che l’inglese scritto e stato codificato secoli fa e poi lasciato a se stesso mentre l’italiano ha avuto una codifica più recente e quindi tuttora aderente alla lingua parlata (con alcune eccezioni: la q *quore/cuore, *grazzie/grazie)

        La pronuncia agli inglesi gliela correggono a scuola (quando esci da Oxford non parli il cockney londinese) ma anche lì hanno l’inglese regionale. Come diceva George Bernard Show, Britain and America are two nations divided by a common language.

        Fra l’altro, se proprio vogliamo parlare di lingue finte, l’inglese batte Manzoni e Svenska Akademien: la lingua attuale è una mostro creato dalla fusione dell’antico anglosassone (di per se già misto fra lingua locale e antico norvegese) con la lingua dei normanni (francese).

      • #14 by Daniele on 5 August 2013 - 14:56

        Sia chiaro che io amo la lingua italiana e non la considero assolutamente “inferiore” a nessun’altra (anzi). In particolare mi imbestialisco sempre contro gli italiani che usano termini inglesi al posto di quelli della nostra lingua.
        Però è innegabile che sia stata una lingua “imposta” al posto della bellissima varietà dialettale italiana (molti di quelli che vengono chiamati dialetti hanno/avevano dignità di lingua propria) e che, in molte realtà, abbia preso piede solo negli ultimi 50-60 anni.
        Quello che mi fa sempre sorridere sono gli italiani che criticano gli inglesi per come pronunciano la loro lingua. :-)
        Poi è vero che ad Oxford ti correggono l’accento, ma Oxford è una “public school” (“public” in Inghilterra è la scuola privata) che ha proprio il compito di darti l’impronta più “posh” possibile, e farti risultare come un membro della upper class.
        Nelle “state school” inglesi tengono le lezioni in standard english, ma non ti correggono l’accento locale.

      • #15 by gattovi on 5 August 2013 - 16:38

        Ma tutte le lingue sono imposte: serve a dare un minimo standard per far sì che una lingua sia comprensibile ad un certo gruppo di persone.
        Poi l’inglese di Oxford è diverso da quello di Cambridge e diversissimo dall’inglese di Sydney e Toronto.
        L’italiano parlato a Venezia è diverso dall’italiano parlato a Firenze e da quello parlato a Bari: non mi pare che nelle scuole italiane ci sia “pronucnia” come materia d’insegnamento. Se poi vuoi che ognuno parli il proprio dialetto, allora è un altro discorso. Ma così non ci capiremmo proprio.

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