Chi cerca…

Visto che la mia odissea (o olimpieghiade) è finalmente terminata, posso scrivere un post generale sul mercato del lavoro in Svezia.

Innazitutto devo precisare che più di un mercato, si tratta di un caporalato: l’intero sistema è in mano alle agenzie di lavoro interinale che fanno polpette dei disoccupati. Ci tornerò fra un po’.

L’ufficio di collocamento si chiama (fate un respiro profondo che è una parola lunga) arbetsförmedlingen ed è gestito a livello statale con filiali nelle città ( Malmö ne ha 4, per diverse categorie di impiego). Compito dell’arbetsförmedling è di essere il punto di riferimento per chi cerca un impiego fornendo informazioni su come ricevere il sussidio di disoccupazione (vedi di seguito), organizzando eventi com le “fiere dell’impiego”, seminari e poco altro. Il suo database (o banca dati) contiene la quasi totalità degli annunci di lavoro pubblicati nel regno. Inoltre si occupa di seguire il disoccupato durante la fase di ricerca di lavoro. Quest’ultima competenza è più una rogna amministrativa che altro. Il disoccupato deve infatti fare un resoconto ad intervalli fissi (circa una volta al mese) e dimostrare di aver cercato attivamente un’occupazione  (pena la perdita del sussidio). Le regole prevedono che questa fase sia da considerarsi lavoro vero e proprio per cui il malcapitato dovrebbe passare otto ore al giorno a cerca di trovare un impiego.

Se si vanno a guardare gli annunci però, si scopre che la stragrande parte sono pubblicati dalle agenzie interinali. Si tratta sia di lavoro in affitto (interinale. Si viene assunti dall’agenzia) che di ricerca di candidati per clienti (si viene assunti dal cliente).
Specialmente le grandi aziende fanno ricorso all’intramezzo delle agenzie per risparmiarsi la fatica di dover leggere tutti i curricula ricevuti in seguito ad un annuncio. Per la cronaca, un servizio di questo tipo può costare svariate migliaia di corone (mi è capitata sottomano la fattura di un’agenzia usata dalla ditta dove lavoravo prima, e la cifra era di 30.000 DKK, circa 4000 EUR).

E qui comincia il circolo vizioso. Le agenzie interinali fanno soldi in due modi:
1) cercando personale per i propri clienti (interinali o assunti dal cliente)
2) consulenza per l’arbetsförmedling.

Questa seconda cosa richiede una spiegazione. Uno dei compiti dell’arbetsförmedling è di facilitare l’inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro. Le grandi menti dell’attuale governo (di destra) han ben pensato di levare questa patata dalle mani dell’ufficio di collocamento e di lasciare fare ai privati *ma coi soldi pubblici*. L’arbetsförmedling paga infatti le agenzie interinali per dare ai disoccupati un “jobb-coaching“. In cosa consiste il jobb-coaching? Sono sicuro che da qualche parte c’è una testo che lo specifica ma poi ogni agenzia fa da sé. Nel mio caso, 6 incontri da un’ora, una volta alla settimana per sistemare il mio CV (unico consiglio ricevuto: metti lo storico degli impieghi in ordine cronologico inverso, cioè con il più recente in cima alla lista. Il mio CV era già bello di suo: grazie mille *Davide* :-) ), 1 seminario su come accedere al sito dell’arbetsförmedling e 1 sul procedimento burocratico del cercare lavoro. Roba che avrei potuto consultare da casa se mi avessero mandato il link. Non so quanto tutto questo popo’ di “coaching” sia costato allo stato. Di sicuro sono soldi buttati.

Dicevo circolo vizioso: un tasto su cui battono le agenzie è la formattazione del CV. Questo perché non vogliono perdere tempo a cercare di leggere e capire, magari approfondire le capacità di un candidato. Siccome il tempo è denaro e siccome le ditte che impiegano le agenzie non hanno alcun interesse a fare loro il lavoro, l’intero processo, come gestito dalle agenzie, si riduce alla lettura superficiale dei CV. Una cosa tipo: “questo CV è formattato come voglio io?”. Sì -> Passo successivo. No -> scartato. Alla fine della selezione, le agenzie propongono una rosa dei candidati migliori *fra quelli selezionati dalle agenzie*, non fra i migliori in assoluto che hanno risposto all’annuncio. Ecco dove sta l’inghippo: l’arbetsförmedling paga le agenzie perché istruiscano i disoccupati ad uniformarsi ai desideri delle agenzie. Un enorme conflitto di interessi.

Tutta questa struttura è relativamente nuova. Quando, nel 2006, cercavo lavoro, l’arbetsförmedling si occupò di farmi seguire un corso che mi fece trovare un lavoro subito (anche se poi ne scelsi un altro). Niente finta formazione pro-domo agenzie, ma un vero e proprio corso pratico. Poi arrivò l’onda privatizzatrice del governo destrorso e tolse questa prerogativa all’ufficio di collocamento.

C’è poi il lato oscuro. Le agenzie interinali fanno il “lavoro sporco” che le aziende non vogliono fare: scremano i candidati per età e provenienza. Parlerò in un altro post del razzismo svedese ma mi limito ad accennare qui che chi ha più di 40 anni e non è “etnicamente svedese” (come ha affermato il Primo ministro qualche tempo fa) ha molti bastoni fra le ruote. Io, modestamente, faccio parte di entrambe le categorie!
Se guardo alla mia esperienza recente, delle interviste che ho fatto , solo 2 sono andate via agenzie interinali (di cui: una completamente cannata perché la tizia dell’agenzia aveva frainteso le mie competenze e durante l’intervista col cliente, mi liquidarono in 10 minuti; ed una in cui venni ripescato fra gli scartati per mancanza di candidati migliori).

Due parole per ciò che riguarda il sussidio di disoccupazione. La quota minima è 320 kr al giorno (lorde) che fanno una miseria di poco più di 6000 kr al mese. Per fortuna esistono i sindacati. Chi è iscritto ad uno dei sindacati, paga una quota per l’associazione ed una quota (volontaria) per quella che si chiama A-kassa (sussidio di disoccupazione). Chi resta senza lavoro riceve dunque dal suo sindacato fino all’80% dell’ultimo salario ogni mese per un certo periodo (fino a 300 giorni).

  1. #1 by Alwx on 25 May 2013 - 17:03

    Beh, mi sembra che i toni sulla mitica Svezia siano in fase di ridimensionamento…
    Come avrai potuto notare a 40 anni si esce dal mercato del lavoro in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.
    Purtroppo non basta avere la cittadinanza.

    • #2 by gattovi on 26 May 2013 - 20:09

      Il sistema delle agenzie interinale è quanto di meno svedese si possa pensare. Purtroppo è stato introdotto pure qui sull’onda di un miope europeismo che sta smantellando decenni di lotte socialdemocratiche.

  2. #3 by Daniele on 23 April 2013 - 15:55

    Il sistema del coaching è generalmente considerato un fallimento: costoso e molto poco efficace.
    Ho letto più articoli al riguardo, e sono tutti molto negativi. D’altronde finchè ci sarà la fissa che ciò che viene fatto dallo stato è male e costoso, mentre ciò che viene fatto dai privati è bene ed efficace, non ce ne scappa.
    La mia esperienza con il coaching è stata molto negativa: dopo un buon inizio, il mio coach era troppo impegnato e non è più riuscito a seguirmi. Poi mi sono ammalato io per un paio di settimane e, quando ho cercato di fissare un appuntamento, il tempo a mia disposizione era scaduto.

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