Ik ben verliefd

Canalil

Il titolo non è solo un riferimento alla canzone presentata dall’Olanda all’ESC nel 2009, ma anche il mio stato d’animo verso Amsterdam, città che mi ha ospitato durante lo scorso fine settimana.
Da buon turista ho fatto tutto quello che ci si aspetta: giro in battello per i canali, giro in bus per le strade, gita ai mulini a vento, escursione al museo a cielo aperto a nord della città, visita di un caseificio (con acquisto di Gouda – che si pronuncia in maniera totalmente diversa: “Hhhhhauda”), ad una fabbrica di zoccoli di legno ed ad una officina di taglio di diamanti. E, naturalmente, al quartiere a luci rosse dove la tristezza regna. Per parità dei sessi, mi è stato spiegato che esistono pure i prostituti maschi (le loro finestre hanno luci azzurre). Non ne ho visto nessuno, ma non credo che trovarne uno mi avrebbe fatto cambiare idea sullo squallore della cosa.

La città è davvero molto bella. Si fa girare e piacere molto velocemente. Non ha paura del suo passato e (almeno dal punto di vista architettonico) non ha la smania di ricoprire tutto con cemento e vetro (a differenza di Berlino, per esempio).

Questa era pure la settimana del Gay Pride. Sabato si è svolta la parata lungo i canali: 4 ore e rotte di barche adornate cariche di fiori e finocchie danzanti :-) Una nota di nazionalismo: ho sentito Euphoria di Loreen almeno 4 volte, contro solo due volte di Lady Gaga ed una miserrima Madonna. Tiè ;-)

dudes marry dudes
natante

In sintesi, una bellissima esperienza, resa ancor più apprezzabile dalla scoperta che ovunque ci sono rivendite di patatine fritte giganti: buone e croccanti, proprio come piace a me (da evitare il chiosco che sta davanti alla partenza dei battelli. Andate un 50 metri più avanti: c’è un chiosco piccino picciò dove ti friggono le patate alla bisogna invece di riciclare quelle che hanno già pronte (e magari, bruciacchiate))

  1. #1 by Morgaine le Fée on 10 August 2012 - 10:57

    Il Vikingo e io eravamo stati ad Amsterdam molto tempo fa, senza i bambini e perció liberi di far fika con qualche deliziosa tortina dei coffee shop per poi visitare il Museo del Sesso, che depravati si poteva essere allora.
    Quella volta non era il gay pride, ma il compleanno della Regina, cosí tutti se ne andavano in giro in festa vestiti di arancione a divertirsi. Immagino comunque che l’atmosfera fosse simile a quella vissuta da te.

    • #2 by gattovi on 10 August 2012 - 11:36

      La festa della regina l’ho sperimentata durante il viaggetto di aprile. C’era davvero una bella atmosfera :-)

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