Titoli

Un’email che ho ricevuto oggi al lavoro iniziava così (in italiano):

“Egregio Dott. GattoVI”.

A parte il fatto che non sono “dott.”, l’inizio mi ha lasciato perplesso per un attimo. Dopo 8 anni di du (grazie alla du-reform), questo insulso uso di titoli mi ha fatto ricordare la cultura medievale che persiste laggiù.

E’ davvero un segno di rispetto usare un titolo invece di un pronome? E poi, perché “rispetto”? Forse che il tu è stato degradato ad insulto? Tu indica la persona con cui si sta parlando, contrapposto ad io e lui/lei.

Non è piuttosto che il titolo è un altro modo di mostrare deferenza a parole (è il caso di dirlo) e mantenere un po’ di apparenze, nel più puro spirito cattolico?

  1. #1 by Morgaine le Fée on 12 June 2012 - 20:58

    Gatto, sei mai stato in Kruccolandia? Lí il Dokt. (dopo un PhD) diventa praticamente parte integrante del nome. Certe volte ti chiamano Frau Doktor anche se devono trattarti da pezza da piedi, é un po’ grottesco l’effetto.

    • #2 by gattovi on 12 June 2012 - 21:54

      Grottesco sì. Ma il tassista in Kurccolandia non ti chiama “Dokto'” e non ci si rivolge ad estranei con titoli altri di “Herr/Frau” :-)

  2. #3 by Ironica on 9 June 2012 - 19:47

    Non sono del tutto d’accordo. Nel posto di lavoro e comunque quando i rapporti tra le persone sono professionali, l’uso del titolo può essere cosa buona e giusta.

    Mi è capitato di essere appellata “signora” in una situazione prettamente lavorativa e mi ha dato fastidio. Di solito non me ne frega niente (anzi in più di un’occasione non mi sono voltata quando mi chiamavano dottoressa), ma in quel caso ho avvertito la volontà di non riconoscere il mio status. Nello specifico era un chirurgo piuttosto arrogante, e, per la cronaca, ha avuto recenti problemi giudiziari. Tie’.

    Per quanto riguarda il tu… fino a che sono stata giovane usavo come parametro l’età del mio interlocutore per decidere come rivolgermi a lui, ora resto sull’impersonale fino a che l’altro non rompe il ghiaccio. In generale preferisco dare del lei anche quando voglio mantenere le distanze. Di cattolico, almeno nel mio caso, non c’è nulla. Anche perché a dio gli si dà del tu, mica del lei. (Io in verità non gli dò proprio nulla). ;)

    • #4 by gattovi on 10 June 2012 - 21:40

      Ironica: è perché non hai esperienza diretta dell’uso generale del tu. Ti assicuro che è liberatorio :-) Ed infatti sentirmi dare del “dott.” mi ha fatto l’effetto della Madeleine di Proust o del Ratatouille del film omonimo (ma in senso negativo)

      • #5 by Alex on 11 June 2012 - 13:25

        Hai ragione, Gatto, questa cosa da parecchio fastidio anche a me! (anzi, l’ha sempre data dal momento che sono mezza anglo).

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