Di musei e di storia

Riassumo brevemente alcuni pensieri freschi freschi dal weekend appena passato a Berlino

La città è molto interessante e ha molto da offrire: siamo riusciti a visitare 6 musei (l’altare di Pergamo!!!), salire sulla Fernsehturm, girare il Mitte in lungo ed in largo, andare a caccia dei resti del muro, visitare i must-see, trovare locali tipici che offrissero cibo tedesco e non pappa per turisti (anche se una capatina al Burger King dell’aeroporto l’ho fatta :-) ) e, ciliegina sulla torta, assistere alla danza di accoppiamento di due elefanti (l’accoppiamento vero  e proprio – se mai c’è stato – ce lo siamo persi visto che dopo più di 40 minuti, lui ancora non si decideva. Lei era molto disponibile, invece)

Le giornate sono passate velocemente e a fine pomeriggio eravamo pronti per il letto. Siccome però non è dignitoso andare a dormire alle 4 (anche se le forze ci avevano abbandoanto da tempo), ci si trascinava in giro per le vie fino almeno alle 7 di sera. Poi nanna nannina.

Lo svedese domestico ed io siamo molto contenti della vacanzina quasi fuori porta (Berlino sta a 300 km da qui, 40 minuti di volo. In macchina o si va via la Danimarca, che allunga un bel po’, o si prende il traghetto)

Alcune considerazioni.

I tedeschi hanno fretta di dimenticare. Vabbé che sono passati 20 anni (22 per la precisione), ma perché il muro è confinato a zone periferiche? Perché la porta di Brandemburgo (molto più piccola di quanto sembri in foto) invece di diventare un monumento alla follia è stata inglobata da un hotel da un lato e dall’ambasciata americana dall’altro (tatticamente situata – l’ambasciata americana – fra la porta ed il monumento all’eccidio ebraico)? Poteva diventare una costruzione dall’enorme valore simbolico (me la immagino in mezzo ad una rotatoria, senza edifici, proprio come era fino alla caduta del muro) ed invece quasi scompare inglobata dai palazzi grigi.

A Postdamer Platz ci sono due pezzettini di muro lasciati lì unicamente per i turisti, niente altro, che fanno una tristezza unica.

 

Poi un mito che mi è crollato è quello della precisione ed oreganizzazione dei tedeschi. Uno si prepara tutto il tragitto dall’aeroporto fino all’hotel. Sa che deve prendere la linea X in direzione Y e cambiare a Z. Poi arriva alla stazione e scopre che le linee hanno nomi diversi (S45? What? E’ la stessa linea che ha nomi diversi! Ma tu sappitelo se non sei crucco di Berlino! E la RB14? O la U12??). Poi se c’è una fila chilometrica al museo, perché non metti un cartellino così chi ha la Berlin Welcome card col pass per i musei non si fa 45 minuti di fila inutile e va all’entrata direttamente? Sempre a proposito di musei, possibile che alcuni non accettino le carte di credito (Technikmuseum)? O altri non facciano nulla per facilitarti l’acquisto (rigorosamente in tedesco – “kein English!” – Duomo) se hai una carta sconto? O niente mappa e orientati da solo (Tierpark Berlin).

Un’ultima considerazione preattamente tecnica. I berlinesi sono brutti! La polizia ha divise di cui dovrebbe vergognarsi ed i poliziotti stessi sono dei cessi. Se in Svezia la maggior parte dei poliziotti ti fa voltare quando passano, a Berlino ti fanno voltare, ma dall’altra parte.  Davvero mai visto una percentuale così alta di cessi. L’unico che ha salvato la reputazione dei berlinesi è un tizio visto in metropolitana che però mi ricordava tanto un certo studioso di un pittore francese del 17-18esimo secolo.

  1. #1 by Verdefoglia on 27 November 2011 - 12:41

    Bella bella Berlino a me piacque tantissimo quando ci andai! Ed é vero, la metro é un casino. Una notte mi toccó prendere un taxi per tornare all´albergo dalla disperazione….

  2. #2 by Elly on 23 November 2011 - 21:32

    Sono stata a Berlino un paio di anni fa… e devo dire che in 20 anni si è costruito tantissimo.
    Loro hanno subito un totalitarismo più il muro e come impressione è che siano avanti anni luce rispetto a noi.
    Commenti a random:
    – c’è un mito che dice che i tedeschi trattano male gli italiani, sarà che sono educata e parlo bene inglese, ma devo dire che sono stati gentili e simpatici.
    – ci sono rimasta male riguardo al muro (effettivamente confinato in periferia) che oltre ai graffiti da guardare sembra un pò abbandonato.
    – e poi la polizia non è brutta, è orrenda. In più scena che mi ha shoccato: usciti da un museo abbiamo visto una marea di poliziotti accerchiare un tipo, manganellarlo a sangue e caricarlo su un furgone. Ma così senza apparente motivo e in tutta serenità e rapidità (e da notare nessuno dei passanti ha fatto boh, camminavano tranquilli come niente fosse).

    • #3 by gattovi on 24 November 2011 - 08:05

      Beh, io mi son presentato col passaporto svedese: non so come mi avrebbero trattato se avessi avuto quello italiano;-)
      La furia di cambiamento che ho visto a Berlino porta con sé l’allontanamento dalla storia (vogliono dimenticare). E senza storia, si ripetono gli stessi o/errori.

  3. #4 by Alex on 23 November 2011 - 10:40

    Concordo, i poliziotti svedesi sono propri fichi!
    Che i tedeschi fossero dei cessi non è che sia una novità… argh

  4. #5 by locomotiva on 22 November 2011 - 22:45

    Mi sa che non collimano no.
    Ma, appunto, ci fosse stato un poliziotto crucco molto distante dal brigadiere Cannavacciuolo, avrei notato comunque.
    Voglio dire, ho notato che i ferrovieri polacchi portano la cravatta allentata esattamente come i ferrovieri italiani di vent’anni fa…

    Poi, la teoria della Città imbalsamata (o del paese: com’è che l’Italia non tutta una pergola e panni stesi tra le case?)
    Avevo letto il cartello dell’ente Turismo su quel parco incastrato tra il colonnato dei musei, il Dom e il viale dei Tigli.
    Il lustgarten.
    Spiazzo, poi giardino all’Italiana, poi sconvolto quando hanno scavato il canale per far diventare i musei un’isola, poi piazza d’armi del kaiser, poi parco,m poi luogo per adunate naziste, poi le bombe, poi i comunisti che hanno giusto chiuso i buchi delle bombe, piantato qualche albero e cambiato il cartello in Marx-Engel platz intanto che smontavano il castello, poi è cascato il Muro ed è diventato giardino all’Italiana intanto che i capitalisti smontavano il Palazzo della Repubblica.
    E c’era una ruspa lì in giro che secondo me aspettava solo di dargli un’altra pettinata.

    Anche Roma è viva, e quando c’era Lui il piccone risanatore ha fatto scempio. Ma i Berlinesi esagerano, per me.

  5. #6 by locomotiva on 22 November 2011 - 20:40

    Io alla fine alla torre della televisione ho rinunciato.

    Quello della porta di Brandeburgo è un mistero anche per me.
    Abbiamo tutti i testa l’immagine pre-caduta del muro, quando era circondato da prati – campi minati o coi VOPOs sulle torrette.
    Adesso, murata dentro i due cuboni di cemento, è semplicemente sparita.

    É stato un momento che l’ho beccata io così, o a Berlino si respira una certa frenesia costruttiva? Febbre da ruspa.
    Mi sembrò una città edilmente isterica – che non tanto voleva lasciarsi indietro la storia complicata, ma che avesse una bulimia da caterpillar.
    Mai finita, sempre più moderna ma mai abbastanza moderna, pronta a autodistruggersi un altro po’ per costruirsi di nuovo, e poi buttarsi giù e ricostruirsi più nuova nel nuovo e via e via e via.
    Neanche New York è un cantiere continuo, è una città che non si ferma mai ma non ha la nevrosi da reinvenzione.

    E, no, mai notato un poliziotto… Sarà che io sono abituato all’appuntato Gargiulo, quiggiù.

    • #7 by gattovi on 22 November 2011 - 21:08

      Ho pure pensato che fosse una fisima mia, la sindrome da città museo: i turisti che visitano Venezia o Roma si aspettano di trovare i gladiatori (quelli veri, mica quelli che stazionano davanti al colosseo) e non si rendono conto che Venezia o Roma sono città vive, che evolvono in continuazione.
      Berlino ha conservato molte costruzioni del passato imperiale ma, come dici tu, pare più interessata a costruire che a conservare.

      Riguardo ai poliziotti: mi sa che i nostri interessi non collimano ;-)

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