Ding Dong

Dovete sapere (e dico dovete perché la settimana prossima interrogo) che il concetto di "ho una porta, ci metto un campanello" non ha mai veramente preso piede i Svezia.

Se abitato in caseggiato o in un appartamento di Umeå, Örebro o Ystad, la probabilità che al vostro portone/entrata ci sia un campanello vero è risibile.
Capita così che nel caso andiate a far visita a casa altrui (cosa comunissima in Svezia: non si va in pizzeria: si va direttamente a casa. Si risparmia molto durante il primo appuntamento), vi si presentino i seguenti casi.

Caso 1
Il portone principale non è chiuso a chiave. Voi entrate, salite al piano e bussate alla porta dell'interessato/a/i/e

Caso 2
Il portone principale è chiuso a chiave ma ci sono i campanelli (aggiunti da poco al mio caseggiato: sono una cosa fantascientifica e richiedono minimo un master o due anni di praticantato alla NASA per capire come suonarli)

Caso 3
Il portone principale è chiuso e vi trovate davanti il …TADADADÀ…

Porttelefon!

porttele
 

Cos'è il porttelefon? Sarebbe un citofono. Solo che il citofono è un campanello che riporta i nomi. Uno pigia il campanello col nome prescelto ed un complesso sistema idraulico-termonucleare innesca un meccanismo che mette in comunicazione il visitatore con il visitato. Varianti più moderne hanno una tastiera ed accanto una lista di nomi con associati i numeri (es. 14 – Famiglia Rossi; 15 – Famiglia Verdi; 16- Teletubbies…). Uno compone il 14 e parla con un rappresentante della Famiglia Rossi

In Svezia, invece, la lista dei nomi non c'è. Non è che se la sono dimenticata. No, proprio non ritengono necessaria questa barbarie che impesta il resto del mondo.

Quindi se andate a far visita a qualcuno, premuratevi di chiedergli/le/loro il loro numero di porttelefon che sennò rischiate di restarvene lì, probabilmente al freddo, ad aspetttare di imbucarvi quando qualche altro inquilino apre la porta. Se la polizia non vi arresta, riuscirete finalmente ad arrivare al piano prescelto e a suonare (quello sì c'è sempre) il campanello alla porta dell'appartamento.

<!– –>

  1. #1 by ironica on 3 November 2011 - 18:49

    Che io sappia (e lo so per certo perché l'ho visto) esiste anche in Italia questo aggeggio. Ce l'ha una mia amica di Milano che sta in un palazzo molto cool, chic, insomma da ricchi. Se non sai il numero giusto col cavolo che la rintracci… Oppure vai dal Sig. Portiere in livrea e chiedi di conferire con la Signora.A me pare un sistema perfetto per mantenere le distanze, da snob.E quindi mi piace molto.

  2. #2 by utente anonimo on 24 October 2011 - 08:17

    Ebbene sì, cosa dire di quando ti danno il codice sbagliato?Argh. Alex ; )

  3. #3 by GattoVI on 26 September 2011 - 19:43

    Locomotiva1: 'zz, hai scoperto il mio piano diabbbbboliccco!Domani ho pure io una riunione di condominio. Se non mi rivedete da queste parti, serbate il mio ricordo nel profondo del vostro cuore ;-)

  4. #4 by Locomotiva1 on 26 September 2011 - 19:38

    Ma porterai mica scarogna?Hanno appena finito di  ristrutturare un palazzotto e, belli bell, si sono messi il porttelefon anche qui.poi, vabbè, siamo italici, e in nome della antiche tradizioni ed usanze – se capisci in che sequenza usare i testi – il diabbbolico ordigno qui ha un piccolo display che potrebbe anche farti vedere la rubrica di chi c'è e corrispettivo numero.Potrebbe.Tu capisci che un comodissimo aggeggio del genere evita di dover stampare le etichette dei nomi, che, come sai cubano sull'amministrazione di condominio per cifre esose.Ci sono riunioni di condominio con feriti anche gravi, quando c'è da mettere una etichetta nuova…

  5. #5 by Alex_Vr on 25 September 2011 - 15:39

    Se la gente capisse che non si dovrebbe andare a trovare gli altri in casa e si dovrebbe lasciarli stare in solitudine nei loro appartamenti, ecco che subito sparirebbero campanelli, citofoni e diavolerie tecnologiche di tale tipo, con un inevitabile risparmio energetico non indifferente…Ah la vecchia, buona, cara misantropia… ;-)

  6. #6 by utente anonimo on 24 September 2011 - 10:23

    Ah, dopo aver conseguito il master di due anni alla NASA! : D

  7. #7 by GattoVI on 23 September 2011 - 12:44

    Alex: non ho parlato dei campanelli alle porte perché a quelli si arriva *dopo* aver superato (se mai si riesce) il porttelefon :-)

  8. #8 by utente anonimo on 23 September 2011 - 09:09

    Gatto, non hai accennato ai campanelli delle porte (che si trovano posizionati sopra la maniglia e manco capisci cosa siano – un bottoncino nero).Ciao Alex

  9. #9 by utente anonimo on 23 September 2011 - 09:06

    : D : D : DNo, in Svezia, direbbero solo "Jaha", il vicino ti scambierebbe per un pupazzo di neve e manco ti spalerebbe via perché aspettano che sia il län a farlo. Rimarresti lì, congelato, in attesa dello scioglimento dei ghiacci ; ) Buon fine di settimana!Alex : )

  10. #10 by GattoVI on 19 September 2011 - 13:39

    Alex: ha ha ha. Tutto vero, tutto vero! ;-)Noto come ti sia familiare la peculiare espressione tipicamente svedese "aho' [nome di persona]". Penso però che si scriva "ahå'" ;-)

  11. #11 by utente anonimo on 19 September 2011 - 13:05

    Gatto, non hai specificato cosa si fa in caso di porttelefon rotto!1) mettere un fermo (solitamente qualcuno ci mette sempre un pietra) sotto la porta per tenerla aperta – col risultato di romperla e dover poi chiamare i tecnici per farla riparare – costosissimo2) rimanere fuori all'addiaccio o con un vento che porta via senza poter cacciare un urlo al vicino "Aho', Björn, mi apri il portone?" – nessuno ti risponderà mai3) infilarsi come un ladro nel portone appena arrivano i tecnici per riparare la porta – ma potresti anche ritrovarsi sotto forma di pupazzo di neve e spalarti via ; )Ciao!Alex

  12. #12 by GattoVI on 19 September 2011 - 11:19

    Paola: allora sei pronta per trasferirti in Svezia ;-)

  13. #13 by utente anonimo on 19 September 2011 - 11:16

    Se avessero inventato un sistema così civile anche in Italia, non dovrei sopportare i testimoni di geova, i rappresentanti della folletto, il bravo volontario che raccoglie soldi per bambini invalidi, dottori clown e animali in via d'estinzione, il parente della signora Rossi che, chissà per quale motivo, pretende che IO gli apra il portone, i 15 ragazzi che portano la pubblicità dei 15 supermercati della zona, i bambini idioti che premono tasti a caso, il POSTINO idiota che preme tasti a caso, senza sapere che così nessuno riuscirà mai ad aprirgli il portone, ecc.Casa mia, ovunque sarà, non avrà il citofono. Non avrà nemmeno il campanello alla porta. E neanche il telefono. E, per sicurezza, brucerò il cellulare.Paola

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