A morte

In sti giorni di accesi dibattiti papali, mi capita spessissimo di vedere il verbo quotare usato al posto di concordare, condividere, essere daccordo.

Ogni volta mi sale la carogna ed aumentano le pulsioni omicide.

Il verbo inglese to quote si traduce in italiano con citare. Quotare (cfr qui) non ha mai e proprio mai il significato di to quote (=citare).
Citare qualcuno o qualcosa non significa essere daccordo (vale anche per to quote). Ad esempio, io potrei riportare Genesi 2, 22: "Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta alluomo, una donna e la condusse alluomo" ma questo non significa che io condivida questaffermazione.

Per cui, care le mie teste di rapa, usare il verbo quotare come sinonimo di citare, mostra due volte la vostra ignoranza: dellitaliano e pure dellinglese.

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  1. #1 by garnant on 21 January 2008 - 17:55

    Non ho etichettato quotare come futuro della lingua. Anzi ho detto che mi sembra usato da un numero troppo ristretto di internettiani per diffondersi. Che però il meccanismo funzioni così, cioè che la grammatica cambi nel tempo sotto la pressione degli usi (anche di quelli scorretti), è un dato di fatto. Certo ci vuole parecchio tempo quindi è abbastanza inutile fare previsioni, quindi abbiamo la possibilità di lamentarci con comodo. Io finora però non ho avuto molto successo nella mia guerra contro il “piuttosto che” non esclusivo. Qualche tempo fa me lo sono ritrovata anche nella comunicazione aziendale (scritta! ufficiale! per la stampa! ARGH!), e la grande capa dell’ufficio stampa si è rifiutata di toglierlo perchè secondo lei ormai è ammesso. SOB.

  2. #2 by GattoVI on 21 January 2008 - 16:50

    garnant: fors ni the 2650 noi scrive tutts cos. Å fors nos scrive niente e nos parle no.Non possiamo saperlo nel 2008.Che però ogni stronzata sgrammaticata venga etichettata come “futuro della lingua” proprio non esiste.

  3. #3 by garnant on 21 January 2008 - 10:34

    La lingua si modifica anche per ignoranza. Quando un uso scorretto si diffonde nella maggior parte dei parlanti per un tempo sufficiente allora si cristallizza, e diventa norma. A quel punto le grammatiche descrittive si adeguano. E’ così che molte lingue flessive come l’italiano e l’inglese hanno perso gran parte delle declinazioni e vanno perdendo il congiuntivo. In tedesco si va perdendo la differenza tra dativo e accusativo proprio in questo secolo, confonderli è ancora “errore”, ma nel prossimo secolo probabilmente non lo sarà più.C’è chi prende queste trasformazioni con entusiasmo e si adegua subito, di solito i giovani e gli ignoranti, e c’è chi le prende con piglio di idignazione conservatrice, di solito gli adulti e i dotti. Sono tutte posizioni necessarie nell’evoluzione della lingua, altrimenti quella cambierebbe troppo in fretta (e non ci capiremmo più) o troppo lentamente (ma la società umana non istà mai ferma), invece così ognuno fornisce il suo apporto di innovazione o conservazione, ma nessuno vive abbastanza a lungo da doversi necessariamente adeguare al risultato. Risultato che le generazioni successive percepiscono come norma, e tutto ricomincia da capo.A me piace osservare il meccanismo, manifestare il mio legittimo disgusto per i nuovi usi che non mi aggradano, e scherzarci su come fanno i tedeschi.Ich liebe Dir. Ich liebe Dich. Wie man das schreibt, dass weiß ich nicht. Ist die Grammatik auch nicht richtig. Ich liebe Dir und das ist wichtig.

  4. #4 by kusanagi on 21 January 2008 - 09:51

    @Gattovi: Ti quoto pienamente! ;D

  5. #5 by GattoVI on 21 January 2008 - 08:57

    garnant: vero è che la lingua si evolve continuamente. Se non fosse così, parleremo ancora sanscrito.Ma un conto è l’evoluzione, un conto è l’ignoranza.

  6. #6 by garnant on 20 January 2008 - 23:24

    Secondo me dipende da un banale abitudine presa nelle mailing list, qualcuno scrive qualcosa, un altro è d’accordo, allora risponde mantenendo l’intero quote, e aggiunge “sono completamente d’accordo con te”, o anche solo una faccina sorridente. Insomma, ti quoto nel senso che lascio il tuo quote per poi far dire quanto sono d’accordo. Mi sembra un uso limitato ad un certo tipo di utente web, quindi non credo che si diffonderà. Ma dovesse diffondersi, la lingua cambia anche per pressapochismo, come nel caso dell’orrido piuttosto che usato come o, prima o poi queste variazioni si sedimentano e diventano legittime. Vorrà dire che nel caso faremo la parte dei conservatori.

  7. #7 by gattopesce on 18 January 2008 - 15:54

    gatto ti quoto pienamente!!!!!(ihihihihihihihih)

  8. #8 by VolpeIndomita on 18 January 2008 - 14:02

    *applausi al Gatto*Sono pienamente d’accordo con te!

  9. #9 by kusanagi on 18 January 2008 - 11:51

    Sicuramente e’ ignoranza della lingua inglese, ed e’ anche ripetere a pappagallo cose dette da altri, che non sanno quello che dicono, oltretuttoIo cercavo una spiegazione piu’ filosofica alla cosa, ma solo perche’ adoro farmi seghe mentali ;D

  10. #10 by GattoVI on 18 January 2008 - 11:43

    Mah… non sono proprio convinto che dipenda dalla forma mentale. Come ho fatto io, ho citato qualcosa che non condivido.Secondo me è solo pressapochismo nella conoscenza dell’inglese.

  11. #11 by kusanagi on 18 January 2008 - 11:32

    l’ho notato anch’io, ma dietro c’e’ una forma mentale sbagliata, ovvero che per conoscere qualcosa devi anche esser d’accordo.ovvero citi la bibbia solo se sei cattolico praticante, altrimenti neppure sai cosa c’e’ scritto dentro.Invece spesso e’ il contrario, al motto di know you enemy, uno dei miei preferiti. ;)

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