Tempismo

Mi stupisce sempre molto il tempismo che hanno i bambini. La capacità che hanno di ammalarsi proprio il venerdì, o comunque almeno un paio di volte al mese (quando non è una volta alla settimana) ha un che di spettacolare.

Ed io pago.

P.S.: spiegazione per chi non lavora quassù. I genitori hanno il diritto a restare a casa dal lavoro (pur ricevendo la normale paga) se i figli sono malati. Basta una telefonata la mattina al proprio datore di lavoro ("ho il bimbo malato") ed il gioco è fatto. I controlli sono praticamente inesistenti.

 Ed io pago.

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  1. #1 by garnant on 31 August 2007 - 14:58

    Gattovi, in teoria è tutto vero. Ma in pratica, il lavoro di chi va in maternità viene diviso tra i dipendenti che restano e i nuovi a progetto. E’ vero che la produttività dei dipendenti in questo modo cala, ma tanto peggio per loro, vorrà dire che per tenere il passo si faranno gli straordinari gratis e non andranno in ferie, e i nuovi faranno una intensa gavetta. In questo modo, la ditta in qualche modo ci guadagna sempre. Sul dipendente che resta in azienda a lavorare di più pagato di meno, sulla dipendente in maternità che non chiede aumenti, sul lavoratore a progetto sfruttato.In pratica, il più delle volte le aziende seguono strade assurde (vedi Dilbert e despair.com), ma guarda un po’ alla fine trovano il modo di guadagnarci.Poi è anche vero che io ho sempre lavorato in aziende aggressive con forte turnover, dove si assumono giovani disposti a lavorare 9-10 ore, e poi si cambiano prima che tentino di conquistarsi qualche diritto. In giro ci sono tante persone toste, fresche di laurea e piene di energia, che imparano in fretta. Funziona. La dipendente trentenne che riduce l’orario fa parte del meccanismo, permette di conservare l’esperienza in mezzo al turnover, e allo stesso tempo costa poco. Immagino che in strutture più “tradizionali” sia diverso.Comunque, diffidate delle aziende che hanno l’asilo, io ci sono stata. Sembra un’idea tanto civile, ma alla fine viene usato come ricatto morale, visto che c’è l’asilo non serve che tu faccia la maternità facoltativa e che prenda tanti permessi. Le mamme che passeggiano con i bimbi in pausa pranzo in una zona industriale sono una visione che stringe il cuore.Garnant

  2. #2 by kusanagi on 31 August 2007 - 09:15

    E’ sempre interessante come diverse esperienze portino ad avere diverse opinioni.Nella mia personale esperienza, in base ad amiche, fidanzate, o parenti, di padroni felici per la gravidanza ne ho conosciuti pochi, anzi.Ho sentito di persone costrette a firmare lettere di dimissione in anticipo, “in caso di”, e di “ragazze” non assunte perche’ in eta’ fertile (dai 16 ai 50 ….). , o che hanno ricevute quasi delle minacce al fatidico annuncio.Giusto qualche settimana fa un’amica mi ha detto che alla notizia i capi le hanno fatto una tale ramanzina che l’hanno ridotta quasi in lacrime.Invece ho conosciuto parecchie mamme che “pedalano” parecchio, sia sul lavoro che fuori, per mantenere figlio e lavoro insieme, perche’ non si possono permettere riduzioni di orario e quindi di stipendio, e hanno sufficiente rispetto e onesta’ per i colleghi da non approfittarsi del sistema che, a volte, e’ vero, le tutela pure troppo. Ma solo se uno se ne approfitta.Come quella “cara” persona assunta nella ditta di mia moglie prima di lei, che due settimane dopo l’assunzione ha presentato certificato di gravidanza a rischio ed e’ tornata sul posto di lavoro dopo un’anno e mezzo quasi, ricevendo regolare stipendio per tutto il tempo.Secondo me andrebbero tutelati i diritti di tutti, con prole o senza prole, accompagnati o ammogliati, gay o etero.Il problema e’ che il sistema attuale tutela solo i cosiddetti “furbi”, ovvero chi, potendo farlo, sfrutta le lacune legislative e le debolezze del sistema stesso a proprio esclusivo vantaggio, fregandosene degli altri, colleghi o padroni che siano.

  3. #3 by GattoVI on 31 August 2007 - 09:04

    garnant: non sono mica tanto d’accordo, sai. Se il lavoro che fa la persona rimasta a casa può essere facilmente svolto da un sostituto temporaneo, allora deve essere un lavoro facile facile.Mi spiego: la formazione è uno dei costi più gravosi per una azienda. Un lavoratore stipendiato che non produce a pieno regime, che deve essere seguito ed il cui lavoro deve essere controllato. Ho svolto più volte il ruolo dell’istruttore e ti posso assicurare che la mia “produttività” (cioè quello che riuscivo a fare) scendeva paurosamente. Inoltre pensa allo spreco: tutti i soldi/tempo-uomo investiti in formazione se ne vanno in fumo quando la persona lascia.Nella mia azienda italiana, la gravidanza veniva accolta come la comunicazione di un funerale: soldi ed istruzione spesi in più dall’azienda; lavoro in più per gli impiegati.Si mormorava che l’ufficio personale fosse munito di fucile in caso si avvistasse la cicogna aggirarsi dalle parti dello stabilimento :-)

  4. #4 by garnant on 30 August 2007 - 21:37

    La mia impressione è che anche le aziende si approfittino del meccanismo. In questi dieci anni che ho passato nelle aziende private italiane non ho mai visto un datore di lavoro scontentodella gravidanza di una dipendente. Anzi! Gran festa! Invece che chiedere un aumento perchè ormai è in azienda da un po’, la dipendente se ne va in maternità anticipata, paga tutto l’INPS, poi si fa la maternità obbligatoria e quella facoltativa, paga tutto l’INPS, e al suo posto la ditta si prende una neolaureata sottopagata a progetto. Poi la dipendente torna, puntualmente chiede la riduzione di orario, si mette tranquilla, lavora meno e magari da casa, ma è esperta quindi è comunque utile, e poi costa molto meno di prima perché ha ridotto l’orario, e non ha più grandi ambizioni economiche. Tanto il grosso del lavoro lo fanno la neolaureata sottopagata (9-10 ore al giorno pagata scarsa per 8) a progetto e la dipendente zitella che è perennemente in azienda senza tregua (io). Ora, io sono una sostenitrice dello stato sociale, per carità. Certo però sarebbe carino se avessero qualche genere di diritto anche i lavoratori a progetto e i dipendenti senza figli. Oggi per ogni dipendente che si fa la sua sacrosanta manternità, ci sono due servi della gleba che pagano.Garnant

  5. #5 by GattoVI on 19 August 2007 - 08:28

    I soldi dell’INPS fanno gola a molti.Allora si organizza una bella campagna ad hoc, si sfruttano un po’ di luoghi comuni ed il gioco è fatto: miliardi di soldini nelle tasche private.

  6. #6 by bJacob on 18 August 2007 - 15:43

    Però è stata una sorpresa scoprire che l’INPS è in attivo. Nota bene: io di queste cose sono ignorante come una capra, le faccende di soldi per me sono il lato della vita che, se non ci fosse, tutti gli altri lati tirerebbero un sospiro di sollievo.Ma allora perché vogliono alzare l’età pensionabile? Forse 2 e qualche rotti miliardi non sono un grosso attivo per un ente previdenziale? O c’è qualcos altro che mi sfugge?

  7. #7 by gattopesce on 18 August 2007 - 11:53

    gatto: l’inps sarà anche in attivo ma qua stanno premendo a mille per far spostare i soldi del tfr (o liquidazione) sui fondi pensione privati e le previsioni di pensione per chi come me è a metà cammino (una ventina d’anni abbondanti di contributi) sono tutt’altro che rosee.per la cronaca: per ora non ho spostato i soldi del tfr sui fondi pensione, un po’ perché sento puzza di inc#lata un po’ perché, essendo la decisione irreversibile, c’è sempre tempo a decidere.

  8. #8 by GattoVI on 18 August 2007 - 08:18

    BadGrass: per coerenza, mi riferisco ai bambini danesi :-)

  9. #9 by BadGrass on 18 August 2007 - 01:13

    Giusto per sdrammatizzare: ma ti riferisci a bambini danesi o svedesi? Nel primo caso, visto come sono descritti i loro genitori, non mi stupisco! :-)

  10. #10 by GattoVI on 17 August 2007 - 19:47

    l’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale, quello che ti paga la pensione) è in attivo da anni (vedi l’articolo de Il Sole 24 Ore).E se è in attivo in Italia….

  11. #11 by bJacob on 17 August 2007 - 19:14

    GattoVI: lì non so, ma se tu fossi in Italy i soldi che paghi sarebbero per coprire la pensione della generazione precedente, non la tua, credo. A volte mi domando in cosa tutto questo sia diverso da uno schema piramidale.Però mi piacerebbe un tot vivere in una piccola comunità coesa, dove la solidarietà fosse un valore tangibile e fossi perciò contenta di pagare le tasse (adesso mi costa ogni volta una fetta di fegato). Cosa si è rotto per cui non è (più?) così? Me lo domando davvero.

  12. #12 by GattoVI on 17 August 2007 - 19:07

    bJacob: ma anche no, visto che oggi pago delle tasse che coprono pure la mia pensione futura (oltre a quella privata che mi devo fare).

  13. #13 by bJacob on 17 August 2007 - 18:51

    …. e poi i pargoli di oggi sono i contribuenti di domani, quelli che pagheranno le nostre pensioni.(oddio, che brutta battuta :-D )

  14. #14 by mumita on 17 August 2007 - 16:42

    Guarda Gatto che non polemizzo con la tua posizione, che rispetto, e l’ho ribadito anche alla fine del mio commento precedente.Non a caso ho detto che le persone dovrebber essere abbastanza intelligenti e rispettose da non approfittarsi della situazione, in questo caso la malattia del venerdi (a volte sicuramente inventata).In realtà volevo sottolineare come qui in Italia, a differenza della Svezia,e anche della Norvegia, gli aiuti alle famiglie non siano poi così alti.E’ vero tutti i single o coloro che non hanno figli, inclusa la sottoscritta, pagano le tasse per mandare a scuola i figli degli altri, ma qui in Italia i soldi che si spendono in tasse non mi sembra finiscano in sovvenzioni ai bambini….anzi in quel genere di aiuto siamo molto indietro rispetto al Nord Europa, quindi lamentarsi in Italia per una cosa del genere è assurdo…ovviamente non lo è in Svezia…e poi sai che conosco come funziona il Nord quindi non aggiungo altro.

  15. #15 by VolpeIndomita on 17 August 2007 - 15:21

    Secondo me ha ragione gattosolitario.

  16. #16 by GattoVI on 17 August 2007 - 15:05

    e non dimentichiamo che, oltre a pagare per il lavoro per il fato di avere i pargoli malati devo pure fare il loro lavoro.

  17. #17 by bJacob on 17 August 2007 - 14:20

    …devo però pagare le loro giornate di assenza…Sì: nel fondo del fondo del mio cuore anch’io, non sfornante per sentitissima scelta, mi sento leggermente ciulata nel manico dagli sgravi alle famiglie. Però non c’è niente da fare: ogni sistema ha come primo scopo quello di perpetuarsi, ed il welfare sa che per perpetuarsi ha bisogno di nuovo materiale, generazione dopo generazione, ergo favorisce chi ne produce. In Italia poi ci sono quelle terribili derive cattoliche del concetto, genere “i single sono degli egoisti peccatori che passano la vita tra un banchetto ed un’orgia, van bastonati finchè non si decidono a diventare persone normali e metter su famiglia” ma questa è un’altra storia e credo che alla fine, dietro gli aiuti alle famiglie anche in Italia ci sia più che altro un bisogno demografico.

  18. #18 by GattoVI on 17 August 2007 - 13:55

    Non discuto il sostegno alle famiglie, ai bambini ecc.Io, da single, profondamente convinto a non avere figli (è il mio regalo all’umanità: non mi riproduco) devo però pagare le loro giornate di assenza (e nulla mi toglie dalla testa che sia solo una scusa che almeno una volta alla settimana il bimbo sia malato), la scuola ai loro bimbi, i medici dei loro bimbi, gli svaghi dei loro bimbi. Se a tutto ciò si aggiunge che io, come single, non ricevo le facilitazioni (soprattutto economiche) di cui invece gode chi ha deciso di figliare, mi sento decisamente una persona di serie B.O, per dirla in altra maniera, pago una sorta di tassa sulla zitellaggine.

  19. #19 by mumita on 17 August 2007 - 13:00

    Sono d’accordo con Gattosolitario, finchè le persone non si approfittano questo tipo di legislazioni sono buone.Qui in Italia i bambini sono messi in secondo piano e non si sa mai a chi lasciarli quando stanno male, credimi so per esperienza di amiche cugine e colleghe quanto sia frustrante dover ogni volta fare i salti mortali tra lavoro e vita privata, senza nessuno che ti aiuti seriamente. In Italia funziona come dice Porcupina se sei dipendente pubblico, con contratto a tempo indeterminato (non per i contratti cosiddetti atipici che ora sono la tipicità) e non certo per chi lavora per strutture private….vai a spiegare al tuo datore di lavoro maschio che hai il bimbo con il morbillo e vedrai come ti risponde, se non ti ha già licenziata quando eri incinta!E’ accaduto ad una mia amica: licenziata in tronco appena è rimasta incinta!Scusa Gatto, capisco perfettamente la tua posizione, ma hai toccato un tasto dolente, per chi vive in Italia e pensa di metter su famiglia..

  20. #20 by bJacob on 17 August 2007 - 12:36

    Potreste fare una colletta ed ogni volta che il bimbo si “ammala”, far avere al collega giocattoli e cartoncini di auguri “guarisci presto!”. E’ vero che, specie le donne, quando prolificano perdono molto senso civile (dev’essere il senso della tribù-famiglia che prevale), ma deve essere quasi impossibile non sentirsi in colpa di fronte a cotanta premura :-P

  21. #21 by Porcupina on 17 August 2007 - 11:39

    Anche in Italia funziona più o meno così se hai il figlio con meno di tre anni: il genitore ha diritto a 30 gg l’anno per malattia del bimbo a patto che l’altro genitore non sia anch’esso a casa. Non si possono mandare controlli a casa.

  22. #22 by gattosolitario on 17 August 2007 - 11:36

    Beh, il problema è sempre quello di non approfittarsi di queste cose, che in teoria sono un segno di grande civilità… ma sembra che anche qui inizino ad approfittare, e così tutto il sistema (che è in teoria ottimo), potrebbe finire a “donne di facili costumi” ; )

  23. #23 by momolina on 17 August 2007 - 10:57

    da noi che si lavora anche il sabato stanno a cas ada giovedì. a volte viene voglia di fare un check up a sti bambini così fragilini…

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