Il Lavoro nobilita luomo

Cè una cosa a cui non mi sono ancora abituato, nonostante stia lavorando quassù da 2 anni.

E il concetto di Lavoro.

Nella super-mega-fanta-iper-multinazionale italiana per cui ho lavorato per 4 anni, non cerano responsabili o manager; cerano titoli: il dottor Massimo, il dottor Maurizio, il Commendator Nicola (spesso i titoli bastavano e si sostituivano ai nomi).
Attorno a queste figure si erano costruite leggende: secondo il mito, il dottore a capo del mio ufficio (estero) era in grado di capire allistante cosa stesse firmando, anche se stava apponendo lautografo a una ventina di fogli diversi. Poco importa che in realtà gli abbia fatto firmare di quelle cose che, se lavesse saputo, si sarebbe messo le mani sui capelli (preciso: a vantaggio dellazienda, mica pro domo mea).
Il Commendatore fiutava gli affari a distanza ad anni luce di distanza: infatti lo stabilimento in Cina, su cui lazienda aveva tanto puntato, è andato in fumo.

E di storie ed aneddoti ne avrei a camionate. Eppure questi uomini-titolo erano guardati come si guarderebbe ad un santo, con la deferenza riservata (ingiustamente) ai cardinali. Io stesso, quelle volte che mi è capitato di andare nellufficio del commendatore mendicando qualche firma (per il bene dellazienda) mi sentivo un nulla, venivo trattato da nulla: bussavo, entravo e il Commendatore non smetteva di fare quello che stava facendo, non mi parlava, non mi guardava; ero un servitore invisibile indegno di disturbare i suoi pensieri superiori.

Inutile far notare che alcune cose non andavano: suggerimenti, lagnanze, idee, problemi dovevi tenerteli per te che tanto era inutile anche tentare di provare a proporre qualcosa di nuovo.

Il Lavoro non era un dare ed un avere: una attività che io facevo e che portava benefici allazienda. No: lavoravo per concessione dellUfficio Personale, del Dottore, del Commendatore e quindi dovevo essere grato.

Alla faccia della degradazione.
Fantozzi non ha inventato nulla.

Ora lavoro in un ambiente decisamente più piccolo, con mire, fatturati e misure più modeste. Ma il Lavoro non è lo stesso.
Non ho limpressione di dover essere grato se alla fine del mese ricevo uno stipendio per aver dato 8 ore al giorno alla ditta. Non sono un nulla, un mobile se entro nellufficio del capo. Se ho un problema, ne parlo con il mio responsabile. Se ho unidea, sono ben felici di ascoltarla.
Mi sento motivato come non avrei nemmeno sospettato 2 anni fa.

Chiariamoci: i problemi ci sono anche qua. Favoritismi, fancazzisti, idioti superpagati non mancano neppure in DK/S, ma sono in grado di fare i confronti e mi rendo ben conto di essere in un mondo completamente diverso.

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  1. #1 by GattoVI on 30 October 2006 - 15:03

    ilariar: meglio specificare che la tua è forte *ironia* (mi auguro) ;-)

  2. #2 by ilariar on 30 October 2006 - 14:02

    Senza dimenticare i favolosi julefrokost aziendali! Buonumore e snaps come se piovesse.

  3. #3 by wittyboy on 27 October 2006 - 13:06

    Ma allora è proprio vero…Questo post incita la fuga di cervelli! :-P

  4. #4 by Yzma on 27 October 2006 - 00:19

    ne sono felice per te :))

  5. #5 by GattoVI on 26 October 2006 - 11:59

    Tschiken: se non ti bastano TRE pasti al giorno, probabilmente dovresti cambiare lavoro e trovarne uno più adatto a te, tipo l’assaggiatore ufficiale o pattumiera vivente di un ristorante McDonald’s ;-)

  6. #6 by gattosolitario on 26 October 2006 - 11:05

    A chi lo dici :D

  7. #7 by Tschiken on 25 October 2006 - 18:00

    Pensa che a me certe volte non bastano TRE pasti al giorno!Il dramma è quando lavori già da mesi e non hai ancora visto il becco d’un quattrino…ma sì, ci si abitua anche a questo!

  8. #8 by GattoVI on 25 October 2006 - 16:50

    Tschiken: se parli dell’intera faccenda, cioè del lavorare, penso che non mi ci abituerò mai.Ma me la sono messa via, visto che almeno un pranzo al giorno lo devo fare, e le code alla mensa dei poveri sono troppo lunghe ;-)

  9. #9 by Tschiken on 25 October 2006 - 15:34

    Mi piace la tua frase iniziale: nenach’io mi sono ancora abituata al concetto di “lavoro”, ma ho idea che tu intendessi qualcos’altro… ;-)

  10. #10 by lightblue01 on 25 October 2006 - 09:45

    Da due mesi sto lavorando 4 giorni a settimana in Svizzera, e anche qui sto toccando con mano quanto dici nel tuo post.

  11. #11 by mumita on 24 October 2006 - 23:39

    E’ per questo che mentre all’estero ero ben contenta di lavorare per altri e con altri qui sto optando per la soluzione parsonale…cioè lavorare per me (in proprio) anche se devo sgobbare e lottare contro la burocrazia italiana…ad ogni modo lavoro a contatto con stranieri e con altri italiani che lavorano per e con gli stranieri quindi è tutta un’altra musica!

  12. #12 by diablera on 24 October 2006 - 16:52

    Spero anche io un giorno di poter dire che sono motivata. Io faccio (al momento) parte di quella schiera di peones che vengono dati in pasto al pubblico :)Speriamo nel futuro!E’ un piacere leggerti :)

  13. #13 by Alex_Vr on 24 October 2006 - 14:19

    In effetti in Italia ciò che Kafka aveva immaginato è diventato realtà; il Commendatore non è un essere umano, ma un’entità astratta, una macchina che nullifica e stritola; in pratica da noi il peggio del comunismo e il peggio del cattolicesimo si sono stretti in un abbraccio mortale (per gli altri)…:-)

  14. #14 by larvotto on 24 October 2006 - 13:36

    Anche io cerco di confrontare realtà estere con quelle italiane, e non riesco a capire perché nessuno si lamenti…Credo che abbia ragione beppe grillo nel post di oggi :(

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