Cronaca di un orrore annunciato

Ebbene sì, sono italiano. Lo ammetto. Confesso.
Di questa condanna non so come liberarmi.
Questa malattia mi porta incondizionatamente a vedere il mondo secondo una certa prospettiva. Soprattutto quando il mondo in questione è quello del cibo.
Sulle mie discutibili abitudini alimentari si è già dibattuto. Il fatto che io sia decisamente negato in cucina sta scritto nellApocalisse, subito dopo la descrizione della bestia con le 7 teste. Ma i miei geni italici mi danno comunque un minimo di competenza sul cibo italiano: ad esempio quando la pasta è scotta, quanto sale mettere nellacqua, cosa è una pizza e via dicendo.

Ed è per questo che mi accingo a descrivere un disasstro culinario che al confronto il meteorite che ha fatto estinguere i dinosauri pare una pioggerella primaverile.

Sabato sera mi viene proposta una cena italiana: "Lets make pasta al pesto!". Non sono entusiasta allidea del pesto (che mi resta sullo stomaco per 2 giorni, di solito) ma accetto (non che avessi molta scelta, in realtà).
Si va al supermercato ed il sottoscritto si aspetta di andare a comperare la pasta ed un vasetto di pesto (Saclà o Barilla).
Invece la controparte mi informa di avere già la pasta ed il pesto a casa (e lì, un brivido mi è scende lungo la schiena), quindi vengo trascinato verso il reaprto frrutta&verdura dove il cestello viene riempito di:

  • funghi champignon (quelli bianchi, per intenderci, solo che qui sono marroncini)
  • porro (argh!!!!!)
  • crème fraîche ai funghi (aridaje)
  • olive ripiene

 

La mia perplessità aumenta ma non trova risposte.

Arrivati a casa si mette lacqua a bollire e  scopro che la pasta è Full Korn (grano è vete)! Ora, Korn, fino a prova contraria, è mais! Ma dico io, pasta di mais???????? Di nuovo le mie proteste vengono fatte passare per inutili capricci in  quanto la pasta al mais "is healthier". Io nemmeno sapevo esistesse la pasta al mais!

E già vedo prefigurarsi il disastro allorizzonte.

Il dubbio diventa certezza quando, nella padella in cui far saltare la pasta, vedo versare porro, champignon e crème fraîche e circa un cucchiaino da te di pesto (Saclà). Proporzione pesto-non pesto:1 a 50.
Non so come, riesco a non far scuocere la pasta (posso chiamarla pasta? boh!) e a farla saltare nellintruglio.

Il momento dellassaggio è memorabile: penso che linventore della Coca Cola abbia provato lo stesso, solo che lui poi ha fatto i miliardi; io invece mi ritrovo sotto i denti una roba legnosa (la pasta) ed un condimento che non so bene come catalogare.

Risultato: la pasta al pesto (il mio ospite continuava a chiamarla così) non è granché e la decisione della serata (nonostante le mie proteste) è: "No more pasta".

Mi sono ripromesso di cucinare io la prossima volta, e mi occuperò dellintero processo: dalla spesa al supermercato (pasta di grando duro, pesto e niente verdure aggiuntive!) alla cottura.

Dimenticavo: la pasta è stata servita assieme allinsalata sullo stesso piatto.

Naturalmente il mio ospite è ancora convinto di aver mangiato italiano.

<!– –>

  1. #1 by Torgul on 12 April 2006 - 22:11

    1) cucina americana?Come dire “intellettuale di destra”…2) qui in usa la pasta integrale è wholewheat, e corn è il mais…(infatti la farina di polenta si chiama cornmeal, non c’entra un cazzo, ma mi piaceva!)

  2. #2 by GattoVI on 11 April 2006 - 20:30

    Finsvezia: il dubbio mi è venuto più volte e quindi ho chiesto. Il grano in svedese si chiama “vete” infatti il pane viene fatto con la vetemjöl (farina di grano).Il fullkorn che si vede sulle confezioni di pasta Zeta e Barilla dovrebbe essere fullvete.

  3. #3 by Finsvezia on 11 April 2006 - 19:46

    precisazione linguistica: la pasta fullkorn non ha niente a che fare con il mais… significa semplicemente pasta integrale (che non é affatto male se la cucini bene). In generale io seguo la regola che se la pasta é fabbricata in Italia rispetta almeno un minimo di requisito di qualitá… evito come la peste la pasta fatta in qualsiasi altro paese (fidati di uno che invece in cucina se la cava piú che decentemente ;))

  4. #4 by gattopesce on 7 April 2006 - 12:34

    sarà una coincidenza o è un complotto organizzato dalle toghe rosse?

  5. #5 by GattoVI on 7 April 2006 - 10:15

    Ha ha ha!Immagino che la frase sia stata pronunciata dal Primo Ministro tailandese che (davvero!) ha così tanto in comune col Nano di Arcore.

  6. #6 by gattopesce on 7 April 2006 - 09:53

    no, è una frase che suona più o meno così:mangiare in modo contrario alle proprie tradizioni è da cog..oni ;-)

  7. #7 by GattoVI on 7 April 2006 - 08:53

    gattopesce: ah beh, certo! Come no! (cosa sono, le istruzioni del lettore DVD? ;-) )

  8. #8 by gattopesce on 6 April 2006 - 19:01

    gatto, se vuoi posso riferirti cosa ne pensano i thailandesi:??????? ?? ??? ? ????????

  9. #9 by GattoVI on 6 April 2006 - 16:13

    Torgul: ma i thailandesi ed i messicani cosa pensano dei rispettivi ristoranti negli USA? ;-)

  10. #10 by Torgul on 6 April 2006 - 16:06

    qui in USA, invece, le cose le fanno seguendo le ricette.Sempre.Ergo, se la ricetta è italiana, la roba viene decente, se la ricetta è “Mamma Jennifer” viene una merda.Nei ristoranti italiani (sic!) non si mangia male, in media, ma cucino meglio io bendato in una cucina senza padelle .Tutto il resto è adeguato, o almeno adeguatamente etnico: cinese e indiano nella norma, thai incredibilmente buono, messicano esattamente come te lo aspetti…Poi noi italiani siamo dei rompicazzo terribili, ma io me ne vanto!

  11. #11 by rago on 6 April 2006 - 13:16

    eh, che dire. Io quando la voglio, la pasta me la faccio, anche se ogni tanto mi invento dei sughi, ma non mi sogno di dargli un nome italiano.Comunque e’ cosi’, non si puo’ fermare la creativa’ culinaria.Ma quando manca il talento, il buon gusto, anzi soltanto il gusto questi incubi sono inevitabili!Paka Rago

  12. #12 by GattoVI on 6 April 2006 - 11:00

    In Svezia c’è questa Zeta (http://www.glykemiskt-index.info/index.php?ID=112) che spaccia per italiani un sacco di prodotti dubbi.

  13. #13 by scott.ronson on 6 April 2006 - 10:52

    (da genovese eviterò ogni considerazione legata al pesto. da quando il nano al g8 ha fatto servire pesto senz’aglio sono pronto a vedere qualsiasi cosa e non me la prendo più ^__^)A me quello che inquieta della pasta al mais (oltre al fatto che fa schifo) è che quando bolle si diffonde per la casa odore di pannocchia bollita. Cosa assolutamente logica, però l’effetto straniante è troppo forte. Voglio dire, senti quell’odore, il tuo stomaco si predispone a quel cibo, all’abuso di burro fuso e invece…

  14. #14 by larvotto on 4 April 2006 - 20:24

    sono sempre dei momenti al limite dell’esilarante…ricordo ancora con orrore le “lagsane boglonneise” che mi hanno preparato ‘come sorpresa’ a sheffield… :D

  15. #15 by mumita on 4 April 2006 - 19:54

    Orrore e sacrilegio!Io ai norvegesi non ho mai permesso di cucinare pasta a “modo loro” di fronte a me, ma solo altri generi culinari:dal finto pollo tandory, al finto messicano e tapas, passando attraverso la loro finta pizza con peperoni…ma la pasta mai!!!

  16. #16 by lightblue01 on 4 April 2006 - 14:52

    Ricordo la mia ex-coinquilina svedese che criticava il mio modo di preparare la pasta. A suo avviso mettevo troppa acqua. Mentre io inorridivo nel vederla cuocere le mezze penne praticamente a secco.

  17. #17 by ferruccio4 on 4 April 2006 - 14:21

    Io qui in Inghilterra sto assistendo agli orrori più assoluti… non so, pizza con sopra pezzi di bistecca, ad esempio. O anche (rullo di tamburi) pizza con la pasta.Orrore. Per fortuna mi limito ad assistere a questi scempi con lo sguardo limpido di chi disprezza.

  18. #18 by gattopesce on 4 April 2006 - 14:18

    ma l’ospite dopo ha almeno fatto qualcosa per rimediare al tutto e risistemare la serata? ;-)

  19. #19 by Yzma on 4 April 2006 - 13:57

    Eheheh, sta scritto nell’apocalisse! :-)

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