Disgrazie dellumanità

No! Non è un post autobiografico!

Mi riferisco alle etichette dei vestiti.

Quando hanno iniziato a farle in ghisa ed amianto? Sono il solo che quando porta una maglietta od una camicia con la temuta etichetta, si ritrova alla sera con un collo irritato che pare abbia fatto il bagno nelle ortiche?

Così mi sono adattato a levarle subito, appena comprato un capo nuovo, con il fastidioso risultato di non ricordarmi mai che taglia porto ("era una M, una L o una XL???")!

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  1. #1 by ferruccio4 on 14 January 2006 - 01:31

    Sottoscrivo in pieno il commento di GattoVI. Lo shopping dei vestiti è noioso. I centri libri-musica-film alla Ricordi/Feltrinelli sono il mio habitat ideale.

  2. #2 by GattoVI on 13 January 2006 - 15:30

    sadie79: anche tu fai parte della categoria dei disastrati dalle etichette. Potremmo fondare un gruppo di autosostegno anche per questo :-)Quanto allo shopping: io odio unicamento quello per l’abbigliamento. Adoravo spendere ore da MediaWorld in Italia. Adesso mi sfogo con SIBA, Power e OnOff :-)

  3. #3 by Sadie79 on 13 January 2006 - 15:12

    Ma vogliamo aprire il capitolo: le etichette dell’intimo?? Ma non hanno ancora capito che se confezionano un capo di seta “dichessoio”, non è poi cosí bello attaccarci l’etichetta si carta vetra? E voi uomini non fate quella faccia strana che solo l’altro giorno ho visto della biancheria maschile da far invidia a quella della victoria secret… :o)Mi sono decisa ad organizzare un centro di recupero per gli shoppingfobici… rivelerò le meraviglie che si celano dietro ore e ore di scorrazzamenti pazzi per negozi. le iscrizioni saranno aperte dal 2 Febbraio.

  4. #4 by GattoVI on 13 January 2006 - 12:09

    gattopesce: a meno che non sia una seduta di agopuntura, preferisco sempre togliere gli spillini da qualunque indumento :-)latrudy: quando ti lasciano mangiare in pace, senza considerarti un minorato o un perverso, è una sensazione impagabile.E’ per questo che io preferisco sempre mangiare da solo.

  5. #5 by utente anonimo on 13 January 2006 - 10:47

    quanto agli spillini, l’importante è controllare di averli tolti tutti non tanto quando si sconfenzionano le camicie quanto quando si sconfeziona l’intimop.s. gatto, io se voglio fare il capellone, per fortuna ancora posso, e sempre per fortuna posso ancora dire che sono io che non voglio

  6. #6 by latrudy on 13 January 2006 - 08:43

    Il principio “”Ognuno può fare quello che vuole finché non rompe le p***e al prossimo” mi suona assai congeniale.. :-) In quanto ad essere vegetariana mi sono trovata meglio nelle mie brevissime incursioni in Austria e Germania dove ho sempre trovato meno difficoltà .. e meno gente che ti guarda storto.

  7. #7 by GattoVI on 12 January 2006 - 23:56

    Essere vegetariani ha anche il suo lato negativo: noi non possiamo godere dei piaceri della carne ;-)

  8. #8 by larvotto on 12 January 2006 - 23:52

    Io sono vegetariano da 10 anni… che bello, sono tra amici che mi capiscono :o)

  9. #9 by GattoVI on 12 January 2006 - 17:39

    Yzma: non ti si apre? Controlla il mio post omonimo del 15 novembre.Come fai a dire che porto una M? Già che ci siamo, mi sai dire le corrispondenze delle taglie svedesi (sono pantaloni)? Non riesco a trovare da nessuna parte una tabellina comparativa :-(

  10. #10 by Yzma on 12 January 2006 - 17:36

    io direi una M perfetta… :-)il servizio maestrinadallapennarossa non mi si apre, uffff!

  11. #11 by GattoVI on 12 January 2006 - 16:30

    Viste le tue attitudini in cucina, ti consiglierei piuttosto un professore di economia domestica. Alla Normale di Pisa dovrebbero averne di buoni.

  12. #12 by brokenarts on 12 January 2006 - 16:19

    Devo andare alla Scuola Normale Superiore di Pisa, e magari preferirei un interessante professore ad uno studente; sono inceciso se volerne uno di lettere o di scienze. Quelli di scienze non sono molto competenti (tanto è vero che chiamano me), quelli di lettere sono poco pratici… Per la scelta mi baserò quindi solo sulle doti fisiche (ma va… mi accontenterei del primo che passa).

  13. #13 by GattoVI on 12 January 2006 - 16:02

    Una stanza nel collegio universitario? Alla tua età???E da quando ti interessi alla categoria pulcini? ;-)

  14. #14 by brokenarts on 12 January 2006 - 15:59

    Per i miei standard il “vestirsi da pinguino”, cioè da ometto come si deve, consiste nel mettersi una camicia ed una giacca.Devo partire tra un’ora per Pisa e mi toccherà pernottarci. Mi avevano detto che mi trovavano loro una sistemazione, pensavo un albergo, invece è una stanza nel collegio universitario. Spero che ci sia il bagno in camera, o almeno di trovare qualche sorpresa nel bagno in corridoio.Se spedissi i piatti per posta in Svezia non arriverebbero con le stesse caratteristiche organolettiche che hanno appena sfornati. Ma immagino che chi si ciba principalmente di maionese li potrebbe trovare gustosi lo stesso. :)Ah… a proposito… la maionese viene mooolto più buona fatta fresca in casa!

  15. #15 by GattoVI on 12 January 2006 - 13:55

    Se ti dovevi vestire da pinguino, mi interessano anche fgli imballaggi di scarpe modello zampa, cilindro e bastone.I vegetariani (questo vegetariano, per lo meno) sarebbero molto più felici di gustare le ricettine proposte fatte con le tue manine ;-)

  16. #16 by brokenarts on 12 January 2006 - 13:15

    Oggi mi devo vestire da pinguino per andare ad un appuntamento di lavoro importante, per cui ho aperto una camicia nuova.Vi aggiorno sul numero esatto di imballaggi, che sono anche di più di quello che avevo previsto:- involucro in cellophane- pezzo di carta con marca dentro l’involucro- un pezzo di cartone nel colletto;- due pezzi di plastica, sempre nel colletto;- due etichette di cartone;- un filo di plastica che tiene insieme le etichette;- otto spilli- un pezzo di cartone grande per tenere la forma alla camicia- un foglio di carta velina grandeI vegetariani saranno contenti di sapere che ho appena inaugurato il mio blog all’insegna delle ricette di cucina e che per il momento ci sono solo ricette vegetariane.Ovviamente le ricette sono solo una scusa per parlare dei c** miei.Mi sento tanto Artusi. :)

  17. #17 by GattoVI on 12 January 2006 - 10:33

    latrudy: qui vale il principio: “Ognuno può fare quello che vuole finché non rompe le p***e al prossimo”Se sei vegetariano, in tutti i ristoranti c’è almeno un piatto riservato. A limite esiste sempre un buffet ricco di verdure :-)Capisco benissimo come ti senti: in Italia ti guardano come se fossi appena sceso da un’astronave :-(

  18. #18 by latrudy on 12 January 2006 - 08:10

    Anche io le tolgo.. un paio di volte ho fatto anche danni nel farlo.. :-)Ma non le sopporto. Le tolgo da magliette e maglioni.Ma dalle tue parti come se la passano i vegetariani? Io sono vegetariana da 5 anni ed ancora mi trovo a dover spiegarespiegarespiegare.. che p***e!

  19. #19 by GattoVI on 12 January 2006 - 00:36

    larvotto: rispondo io per brokenarts.Bravo! E’ proprio la schermata iniziale del Commodore64; ed ogni buon commodoriano dovrebbe riconoscere il SYS64738 :-)Sì: sono circa 20 anni che sono vegetariano

  20. #20 by larvotto on 12 January 2006 - 00:31

    @brokenarts : ma quello che hai scritto prima, è la pagina iniziale del commodore 64? :o)

  21. #21 by GattoVI on 11 January 2006 - 19:45

    brokenarts: testo invertito a chi??? ;-)Alex_Vr: che simpatiaaaaaaaaaaaaaaa :-)

  22. #22 by brokenarts on 11 January 2006 - 19:17

    POKE 199,1

  23. #23 by brokenarts on 11 January 2006 - 19:09

    64K RAM SYSTEM 38911 BYTES FREEREADY.

  24. #24 by Alex_Vr on 11 January 2006 - 19:00

    sì che la so… ma non ci sta nel post!!!;-)

  25. #25 by GattoVI on 11 January 2006 - 18:57

    SYS64738

  26. #26 by brokenarts on 11 January 2006 - 18:45

    /dev/null

  27. #27 by GattoVI on 11 January 2006 - 18:21

    chr(63)

  28. #28 by brokenarts on 11 January 2006 - 18:03

    #13

  29. #29 by GattoVI on 11 January 2006 - 18:02

    Mi sfugge il riferimento ai serpenti velenosi ;-)

  30. #30 by brokenarts on 11 January 2006 - 17:44

    Mi piacciono i serpenti velenosi. C’è il vantaggio che dopo che ti hanno morso sono costretti a darti un po’ di tregua, perché ci vuole qualche tempo prima che il veleno si riformi nelle loro ghiandole. :)

  31. #31 by GattoVI on 11 January 2006 - 17:41

    Uhm: vista la pubblicità che gli hai appena fatto, il tortellificio Tonon deve, come minimo, omaggiarmi di una fornitura annuale di tortellini vegetariani ;-)

  32. #32 by brokenarts on 11 January 2006 - 17:31

    Visto che siamo scivolati nelle finezze linguistiche, vi sottopongo uno squisito pezzo di prosa che da un po’ di tempo attendeva l’occasione per raggiungere la meritata notorietà.Si tratta di un testo pubblicitario, di quelli che qualunque mentecatto grafico di provincia (qual sono) è costretto a sopportare di tanto in tanto.——-Un pastificio nato sotto il segno del Tortellino.Che il “Tortellino”, goda di ottima celebrità è cosa risaputa. Esso affonda le sue radici nel lontano passato, in un arco di tempo che abbraccia più generazioni. Vi sono compresi anche i nonni di Augusto Tonon, i quali hanno concorso a mantenere viva la tradizione nella terra di Valeggio.E’ anche merito loro se qui è sovrano il tortellino, apparso ufficialmente nei ristoranti fin dal 1946. Hanno tramandato quest’arte tanto prestigiosa per la cucina, cui si è accostato con passione e competenza il nipote Augusto che ha già al suo attivo, un’esperienza diretta degli avi ed il progresso tecnico raggiunto a contatto degli esperti maestri valeggiani.L’amena e arrocata cittadina di Valeggio, di virgiliana memoria per il fiume e i colli, ha saputo dare giusto spazio ed in continuità di tempo alle squisite mense imbandite a base di tortellini.Ma Augusto Tonon ha pensato di trasferire il suo tortellino, un vero marchio di famiglia, dalla terra di Valeggio alla turrita Villafranca, che fu stazione romana, che è vicina di casa, perciò compagna nei gloriosi fatti d’arme, ed è orgogliosa di aver deciso per questa scelta.Il pastificio Tonon, sotto all’insegna del tortellino, cui vanno aggiunti ravioli, panzerotti ai quattro formaggi, tortei alla zucca ed altre specialità affini, ha decollato in una nuova edizione vent’anni or sono, attestandosi in via I° maggio, e con adeguato complesso, nel cuore pulsante di Villafranca. Il tortellino Tonon si è inserito egregiamente come contributo nella vasta gamma dei prodotti alimentari che onorano Villafranca, toccando ulteriori traguardi. Sulle doti di serietà, di pretigio e di alto valore qualitativo per i suoi ingredienti, i migliori in commercio non ci sono dubbi: il Premio al Mercurio d’Oro European Exchange Award è una valida testimonianza di garanzia.——-Lascio a voi il divertimento dei commenti, limitandomi a dire che mi ha particolarmente turbato il pensiero dell’insegna del tortellino, incombente sul pastificio Tonon. Gravi problemi di statica minacciano quell’industria, se si tiene conto che al peso dell’insegna va aggiunto quello dei ravioli, panzerotti, tortei ed altre specialità affini.

  33. #33 by GattoVI on 11 January 2006 - 17:18

    Il look “vorrei essere capellone ma la natura è stata crudele con me (anche dal punto di vista tricotico)” lo lascio volentieri ad altri (soprattutto ai miei ex, molti dei quali rientrano nella suddetta categoria ;-) )

  34. #34 by utente anonimo on 11 January 2006 - 16:59

    gatto anche a me non va molto il taglio dei capelli, per questo ho risolto il problema letteralmente alla radice (pilifera): ho comprato l’apposita macchinetta e me li rado a zero o giù di lì per conto mio (con aiuto finale del consorte per le rifiniture) ;-)

  35. #35 by GattoVI on 11 January 2006 - 16:56

    Ma è proprio per questo che è nato il servizio GattoVI-Maestrina dalla penna rossa ;-)

  36. #36 by brokenarts on 11 January 2006 - 16:52

    Disgraziatamente tutto ciò che finisce in “cia” mi ha sempre causato problemi esistenziali nella sua forma plurale.Se raddoppi una quercia ti ritrovi con due querce; se una mela diventa marcia due mele diventano marce (e puzzano il doppio).Perché altre parole, come camicia, si ostinano a diventare delle camicie? È una crudeltà!È un errore che può portare a conseguenze gravi: se al posto di una camicia ne comprassi due, e sbagliassi il plurale, alla fine mi ritroverei ad indossare un capo di abbigliamento tipico degli infermieri, e ciò non sarebbe visto di buon occhio in un colloquio di lavoro.

  37. #37 by GattoVI on 11 January 2006 - 16:29

    Di’ la verità che l’hai fatto apposta perché sapevi che non mi sarei potuto trattenere, solo per tirarmi un po’ su di morale ;-)

  38. #38 by brokenarts on 11 January 2006 - 16:20

    Mi era venuto infatti il dubbio che “camice” non fosse giusto, ma per pigrizia non ho controllato ed ho deciso di rischiare. :)Risultato: sono stato esposto alla pubblica gogna esattamente 6 minuti dopo aver pubblicato il post.Mi sarei dovuto aspettare che il servizio di correzione fosse tremendamente efficiente!Stavolta ho controllato: in correzione ci va con “z” sola ed efficiente ha una “i” nel mezzo. :)(ho coniugato i verbi nel modo giusto?)Bacioni!

  39. #39 by GattoVI on 11 January 2006 - 16:07

    gattopesce: comperare vestiti e farmi tagliari capelli sono le due attività che detesto di più. Hanno addirittura superato la paura per i prelievi di sangue.Dicevo: quando entro in qualche negozio, cerco di fare in modo che l’esperienza sia il più breve possibile e mi faccio prendere dal panico per cui dimentico misure, forme e guardaroba già presente con cui eventualmente (fantascienza) abbinare i nuovi acquisti.

  40. #40 by GattoVI on 11 January 2006 - 16:04

    brokenarts: mi sa che non hai granché da fare, per cui ti assegno un compitino per casa: controllare sul dizionario camice e camicie ;-)Quello degli spillini nelle camicie è un altro dei problemi che non mi lasciano dormire la notte: te ne trovi 7 milioni su una camicia di pochi metri quadrati; in effetti a volte mi sorge il sospetto che per ogni camicia venduta, un’intera cava di ferro venga esaurita.

  41. #41 by utente anonimo on 11 January 2006 - 15:58

    uhh povero il gattiiino dalla pelluccia delicaaataaa ;-)ma davvero non distingui una m da una xl? eppure una certa differenza c’èpsss, alex_vr: ma ti stai riferendo a “quale” taglia? :O

  42. #42 by brokenarts on 11 January 2006 - 15:57

    Io son più turbato dalla quantità di imballaggi che devi buttare nella spazzatura quando compri una camicia.Di solito ti ritrovi tra le mani i seguenti rifiuti:- scontrino (cestino della carta);- borsetta di plastica del negozio (accantonata come contenitore per i cestini);- imballaggio di plastica della camicia (cestino rifiuti inorganici);- pezzo di cartone nel colletto (cestino della carta);- spilli… pericolosissimo dimenticarsene qualcuno (cestino delle lattine?);- etichetta di cartone con quel maledetto filo di plastica che ogni volta tenti di strappare con i denti perché non hai una forbice a portata di mano (cestino carta per il cartone, rifiuti inorganici per il filo di plastica);- a volte c’è anche un foglio di carta velina, a maggior protezione del tutto (cestino carta).E aggiungo che di solito compro le camice al supermercato al prezzo massimo di 10 euro. Immagino che le camice di “classe” (territorio per me sconosciuto) contengano molto materiale in più per la vostra raccolta differenziata.Per me, una delle peggiori torture è stirare le camice. Le mie abili manine riescono a fare qualunque cosa, ma, chissà perché, sembra che siano del tutto inadatte ad adoperare il ferro da stiro.Ho rinunciato da tempo al piacere di avere camice stirate. In caso di grave necessità ho però un paio di camice nuove ancora incellofanate (ne aprirò una domani per via di un appuntamento di lavoro).Ho quasi pianto di commozione quando un mio amico mi ha regalato una camicia fatta con un tessuto che si stira da solo. Giuro, funziona! La metti ad asciugare e sembra stiratissima (almeno secondo i miei standard). La conservo gelosamente e spero di riuscire a trovarne altre.Non so voi, ma io ho abitudini strane quando compro capi di abbigliamento. Per esempio mi piace un sacco comprare le mutande e detesto comprare le scarpe. Odio profondamente qualunque cosa che abbia una scritta stampata sopra e mi deprimono i tessuti a quadretti e righine. Evito accuratamente tutti i posti in cui ci siano in agguato commessi/e che di solito si avvicinano subdolamente per chiederti “posso aiutarLa?”.Mi sento inoltre incapace di acquistare un capo di abbigliamento che superi il valore dello stipendio mensile di un operaio cinese minorenne sfruttato dalla Nike.Il risultato è che di solito vado in giro vestito praticamente di stracci.

  43. #43 by GattoVI on 11 January 2006 - 14:22

    Alex_Vr: no che non la sai :-)

  44. #44 by Alex_Vr on 11 January 2006 - 13:55

    Io la so (la taglia) ma non la dico…;-)

  45. #45 by Finsvezia on 11 January 2006 - 12:54

    Madonna fijolo quanto sei delicato :D

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