Guardiamoci attorno

Svezia

Eh già. Sono quassù da un anno e qualche giorno; è tempo di parlare di cosa ho intorno.

Innanzitutto, mi pare giusto premettere che io sono tutt’altro che imparziale: il mio è un Amore vero per la Svezia e, dopo un anno, non c’è segno di cedimento :-) E questo è il mio, ed esclusivamente mio punto di vista.

Il posto in cui abito si chiama Karlstad e si trova sulla linea che  va da Stoccolma ad Olso,  rispettivamente a circa 300 km dalla prima e a 220 km dalla seconda. Per questo motivo, come aeroporto mi conviene andare ad Oslo: in bus ci arrivo in circa 3 ore.
Karlstad è una cittadina di 80.000 abitanti: dimensioni medio-piccole per gli standard italiani, ma qui siamo in Svezia, 8.875.053 milioni di abitanti per 449.964 km2 di superficie (lItalia ha 58.462.000 abitanti per 301.230 km2, per fare un confronto) ed è considerata una città medio-grande.
Diciamo tranquillamente che non c’è molto da fare! Per carità, il posto è bellissimo, alberi e foreste ogni dove (per andare al  lavoro devo attraversare un boschetto: mi sento tanto Cappuccetto Rosso :-) ), ambiente pulito, gente simpatica e tranquilla: insomma, il posto ideale per un 70enne non troppo arzillo ;-)
I servizi ci sono tutti: 2 multisala in centro, biblioteca enorme, autobus ad ogni ora del giorno e della notte, piste ciclabili ovunque, ecc ecc. Pensate a Karlstad (o ad ogni altra città svedese) come pensereste a Parma, ma in meglio :-)

Ho visitato anche altre città e confermo che è ovunque così: fanno a gara a chi ottiene più certificati di rispetto dellambiente, di qualità e numero di servizi ai clienti. E si vede! I bus hanno sedili rivestiti in tessuto, sono ampli e accoglienti: se penso ai “cosi” arancioni di Vicenza e alle loro scomode “sedie”, il mio culo (scusate il francesismo) si ribella. Per non parlare poi degli orari: a Vicenza, la gente non deve neppure pensare di muoversi con i mezzi pubblici dopo le 20.30; tutti a casa a guardare la TV, oppure tirino fuori le macchinine che mamma FIAT è contenta. Qui le corse diminuiscono dopo le 18.30 (2 autobus all’ora invece di 4) ed ulteriormente dopo le 24.30 (1 autobus all’ora) ma un modo per tornare a casa col bus lo trovi sempre.
Questo perché? Presumo sia per un patto non scritto fra le persone: qui regna l’armonia, non c’è (praticamente) contrapposizione sociale; tutti si danno del tu (tranne al re, ma neppure sempre); sul posto di lavoro la gerarchia viene intesa come “io lavoro per te, tu coordini i nostri lavori”, non come “sporco scansafatiche, mangiapane ad ufo, io ti sfrutto e tu cerchi di fregarmi”. Scioperi lavorativi penso non se ne vedano dal mesozoico: la concertazione è totale.

Questo è anche un difetto, però, e l’ho notato quando mi è capitato di ammalarmi: il primo giorno di malattia non è pagato e gli altri lo stipendio è all80%. Vi assicuro che è un salasso. In compenso non c’è alcun bisogno di inviare il certificato medico: tutto si basa sulla parola e sulla buonafede delle persone. Vi immaginate una cosa simile in Italia? Ecco. Comunque per riprendere il discorso, a me sembra una mostruosità questa cosa della malattia non pagata. L’ho fatto presente più volte e la risposta che ho sempre avuto è stata che questa è la legge. Vabbé. Per fortuna questo atteggiamento si rivela positivo nel 90% dei casi: la gente si allaccia e cinture, guida a 30 allora in centro (questo è il limite), si ferma per far passare i pedoni sulle strisce, paga le tasse e via così.
Gli svedesi sono persone estremamente cordiali. Hanno conservato, pur col benessere, la simpatia e la naturalezza dei contadini: mentre i danesi sono commercianti da sempre, quindi si sentono ricchi e hanno la puzza sotto il naso, ed i norvegesi sono fondamentalmente pescatori di spirito indipendente, gli svedesi sono aperti e gioviali. Non fanno che ridere: ovunque ci sia un gruppetto di persone, ci sono risate; ma è un riso aperto, sincero, di quelli che allargano il cuore :-)

Altra caratteristica degli svedesi è che hanno sempre del cibo in mano o in bocca: secoli e secoli di fame (l’emigrazione per fame ha spinto allestero 1 milione di svedesi – ricordate gli Oleson de La Casa nella Prateria?) hanno lasciato il segno e adesso ogni occasione è buona per mangiare: panini, dolcetti, (orrende) torte di prosciutto…
Da bravi nordici, bevono anche molto: le sarate di venerdì e sabato sono popolate da ubriachi di tutte le età, anche se i giovani si fanno notare di più. Ubriachi sì, ma con senso civico: non guidano! Si fanno venire a prendere o prendono un taxi (che, infatti, fanno affari dorto in quelle serate – pulizie dei tappettini a parte…). Pensate ai bollettini di morti ai telegiornali italiani di sabato e domenica e dimenticateveli qui.

I giovani se ne vanno di casa piuttosto presto (per la mentalità italiana – il giusto secondo me :-) ): vanno a convivere (sambo) o si sposano e hanno figli mediamente 10 anni prima dei loro coetanei italiani: dal mio punto di vista, questo contribuisce a farli maturare non poco; ecco perché qui non ‘cè il culto dellautomobile, dell’apparire, del mostrare ciò che non si è: quando hai il pupo a casa da accudire, i pannolini da comprare, ti passa la voglia, o meglio, vedi l’inutilità di farti il macchinone per impressionare le fighe. Ciononostante non si può dire che non si godano la vita.

Lo stile di vita in Svezia non si può paragonare con quello italiano. L’andamento generale è improntato verso una generale rilassatezza (non dei costumi!): Stoccolma a parte (che vuol fare la grande capitale), le persone hanno i loro ritmi blandi e calmi, si prendono pause di mezzora per il caffè, si portano i figli in ufficio, si frequentano anche fuori l’orario di lavoro, le feste fra colleghi sono numerose (a cui io, che sono un orso, non vado mai!).

Le case sono bellissime, sia dentro che fuori: beh, in città, da fuori fanno abbastanza schifo, ma basta uscire dal centro e subito appaiono le casette ad 1 o 2 piani, con giardino rigorosamente rasato (stile Wisteria Lane) ma con un tono amichevole. L’interno è assolutamente accogliente: tenete presente che d’inverno FA freddo e si passa molto tempo in casa. Normale è invitare le persone a casa propria, mentre in Italia le si inviterebbe al bar. Fondamentale particolare, per evitare la figuraccia capitata al sottoscritto, è levarsi le scarpe appena entrati! Nota a margine: gli svedesi (ma anche i norvegesi) hanno uno spiccato gusto kitsch: mumita potrà confermare che è così non solo per i vestiti. Alle finestre, a parte limmancabile lampada (sì, alla finestra, non mi chiedete perché) ci sono decorazione che pure mia nonna si vergognerebbe ad esporre: teste di angeli in gesso colorato, tendine dai disegni discutibili, statuette di putti o cervi, nani (sì, i nani!) di Biancaneve…

[continua]

 

  1. #1 by GattoVI on 30 September 2005 - 09:46

    Una strana forma di egoismo, devo dire. Diciamo che, se non altro, non si rifà al solito sepolcro imbiancato; anzi!

  2. #2 by aelred on 30 September 2005 - 09:36

    Gatto, le case in Calabria sembrano grotte per un malinteso egoismo, per cui tutto ciò che è solo tuo è bellissimo e ciò che è condiviso (quindi anche le facciate della tua abitazione) DEVE essere trascurato e abbandonato

  3. #3 by GattoVI on 29 September 2005 - 18:02

    Vero? Una batosta in busta paga! :-(

  4. #4 by Yzma on 29 September 2005 - 17:06

    è una mostruosità davvero questa di decurtare lo stipendio per malattia

  5. #5 by utente anonimo on 29 September 2005 - 07:40

    Non parlare di milioni, qui in italia, vista la sitauzione economica, stiamo facendo scorta di noci per l’inverno. ugo

  6. #6 by GattoVI on 28 September 2005 - 15:00

    aelred: le case da fuori sembrano grotte per scoraggiare chi si autoinvita? ;-)

  7. #7 by aelred on 28 September 2005 - 14:57

    due cose:1. anche in Calabria si invita la gente in casa. per questo le case da fuori sembrano grotte. poi entri e trovi i mobili Luigi XV!2. In Italia i lavoratori del trasporto pubblico locale (tranvieri & co.) stanno scioperando da mesi contro i nuovi trattamenti previdenziali. le aziende non vogliono più pagare i primi 3 (TRE) giorni di malattia, che da quest’anno l’Inps smetterà di pagare.(per i lavoratori dell’industria l’Inps paga dal quarto giorno e i primi tre sono a carico delle aziende)

  8. #8 by GattoVI on 28 September 2005 - 13:09

    “E la moda” cosa?

  9. #9 by replay on 28 September 2005 - 13:03

    E la moda, eh, mica vorremo dimenticarcene…. :-) S.

  10. #10 by GattoVI on 28 September 2005 - 09:40

    gattopesce: ostrega, te ghe/ti ga razon! ;-)

  11. #11 by utente anonimo on 28 September 2005 - 09:33

    gatto, in veneto più che al pub si va piuttosto in osteria – o come diciamo noi Veneziani della Dominante, al bàcaro e si rompe il ghiaccio con almeno un paio di giri di spriss

  12. #12 by GattoVI on 28 September 2005 - 08:54

    ugo: mandami un assegnino con tanti zeri dopo un 9 (e senza virgole!) e poi potrò soddisfare le tue richieste ;-)

  13. #13 by utente anonimo on 28 September 2005 - 08:41

    Grazie, un pò troppo didattico (ma mi sa che l’effetto è voluto)ugo

  14. #14 by GattoVI on 27 September 2005 - 19:59

    mumita: anche in Veneto si invitano a casa, ma non la prima volta che ci si conosce: si va, piuttosto, al bar o al pub. Almeno così sembra a me, ma io non faccio testo ;-)

  15. #15 by mumita on 27 September 2005 - 19:53

    Grazie per la citazione…eh,eh..Io ho visitato sia Svezia, Danimarca che ovviamente Norvegia, dove vivo da un anno,ed ho conosciuto sia svedesi, danesi che norvegesi,e posso dire che mi ritrovo molto in quello che hai scritto…Unico appunto:in Italia, almeno in centro Italia, gli amici si invitano a casa e non al bar….ma sai noi Umbri/Toscani siamo mattacchioni e ci piace ospitare gente a casa…casa mia poi è stata sempre luogo d’incontro tra parenti ed amici di tutto il mondo!Aspetto il seguito…..

  16. #16 by taddeo17 on 27 September 2005 - 18:30

    noiosissimo posto! peggio di bolzano!come avranno fatto a partorire gli Army of lovers? mah!…

  17. #17 by GattoVI on 27 September 2005 - 16:56

    Proverò ad inscatolare un po’ di aria locale ;-)

  18. #18 by Alex_Vr on 27 September 2005 - 16:53

    a me è sembrato un paese civile… e provenendo dall’Italia sembra di respirare aria pulita… in tutti i sensi…

  19. #19 by GattoVI on 27 September 2005 - 16:35

    Una delle prossime puntate ;-)

  20. #20 by TheodoraB on 27 September 2005 - 16:31

    Quasi quasi vorrei essere in Svezia con te.MA che mi dici del clima e del cibo?

  21. #21 by utente anonimo on 27 September 2005 - 15:26

    “Svedesi simpatici e naturali come i contadini”; “danesi commercianti con la puzza sotto il naso”; “norvegesi pescatori di spirito indipendente”.Complimenti: un’accozzaglia di luoghi comuni, generalizzazioni e stereotipi simili tutti assieme non la vedevo da un po’.Sei più intelligente di così: non cadermi in queste facili banalità del pensiero.Ale

  22. #22 by GattoVI on 27 September 2005 - 14:25

    Preferirei la seconda che hai detto ;-) In alterenativa un bel boscaiolo ;-)

  23. #23 by utente anonimo on 27 September 2005 - 14:21

    attendiamo con trepidazione la puntata in cui entra in scena il lupo cattivo con intenzioni discutibili nei confronti di Cappuccetto Rosso (o Cappuccetto Orso?) ;-)

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