Il 05/10/04 lo segnerò sul calendario come gli americani hanno segnato l11/09.
In mattinata sono stato accusato delle peggiori cose via messenger; nella pausa pranzo queste cose le ho scoperte pure sul blog di <a href="http://edit.splinder.com/editor/rte/<a%20href=http://www.prometeo-blog.com/”>prometeo.

Siccome non ho nessuna voglia di controbattere le opinioni altrui (sarebbe un inutile spreco di parole), mi limito fare la considerazione che non solo il bicchiere lo si vede mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda del momento, ma anche che la tendenza allautoassoluzione è ciò che ci aiuta a tirare avanti.

P.S.: siccome larticolo in questione sparirà fra breve, lo trovate trascritto nei commenti (per il diritto alla privacy e per i diritti dautore, cito la fonte: http://www.prometeo-blog.com/. Se neppure questo basta, attendo con ansia lingiunzione del tribunale)



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  1. #1 by TheodoraB on 8 October 2004 - 09:38

    Non vorrei intromettermi ma forse per Ale non è il modo migliore per riconquistarti, nè il tuo il modo migliore per lasciarlo……però non mi sembra di aver leto feroci insulti.E’ l’eterno dramma delle relazioni umane, per quanto si cerchi di fare il bene e di farsi capire dall’altro spento l’amore è solo un disastro.Vi faccio l’in bocca al lupo ad entrambi!

  2. #2 by GattoVI on 6 October 2004 - 12:22

    Dimenticavo: nome e cognome sono in bella vista sul blog dell'”imputato” che è da sempre fra i miei link.Altra cosa è invece il mio nome e l’azienda dove lavoro, citata in un dialogo PRIVATO che l’autoassolutore folle non si è nemmeno pemurato di coprire.

  3. #3 by GattoVI on 6 October 2004 - 12:13

    Prendo nota. Grazie delle precisazioni.

  4. #4 by utente anonimo on 6 October 2004 - 09:16

    Gentilissimo ex-consorte,in altre circostanze avrei senza tema evitato di rispondere a un così pasticciato e inelegante tentativo di offesa nei miei riguardi, bollandolo come un semplice delirio da orgoglio ferito. Visto però che lei si è permesso non soltanto di distorcere platealmente i fatti, ma di riportare anche – per così dire – nome e cognome dell’imputato, mi trovo costretto a ribattere punto su punto.Innanzitutto, vediamo di chiarire queste fantomatiche “accuse” che io le avrei rivolto via messenger. Come forse saprà, i client di IM posseggono una deliziosa funzione che archivia e conserva tutte le sessioni di chat effettuate: le consiglio senz’altro di attivarla, per risparmiarsi in futuro simili spiacevoli incidenti. Di seguito, ecco la trascrizione del “famigerato” dialogo intercorso ieri tra il sottoscritto e il tenutario di questo blog, iniziato alle ore 9:52:58 e terminato alle 10:16:34. Nessuna modifica è stata apportata alle frasi, salvo la rettifica di qualche inevitabile lapsus calami – da entrambe le parti – dovuto alla frettolosa digitazione:(09:52:58) Mauro: Buongiorno(09:53:10) Ale: buongiorno(09:53:17) Ale: che ci fai qui? a quest’ora?!?(09:53:25) Mauro: sono in ufficio(09:53:32) Mauro: in messenger di straforo (09:53:37) Ale: ah, ecco(09:53:52) Ale: vedo che la valbruna svedese ha anche internet… solo in italia sfigati…(09:55:06) Mauro: anche a Vi c’era internet(09:55:14) Ale: ah sì?(09:55:14) Mauro: solo che non potevo accedervi (09:55:21) Ale: ah, ecco… mi pareva…(09:56:23) Mauro: come va?(09:56:35) Ale: mah.. bene, direi…(09:57:26) Mauro: mi fa piacere(09:57:34) Ale: stiamo tutti bene, gatto compreso(09:58:15) Ale: a parte quando calvin mi salta sulla scrivania di sorpresa, come adesso(09:58:21) Mauro: il mio bimbo :-)(09:58:31) Mauro: ho il suo pelo attaccato alla mia giacca a ricordarmelo(09:58:53) Ale: non hanno lavanderie, lì al nord?(10:00:01) Mauro: togliere il pelo da una giacca di pile e’ cmq un’impresa(10:00:20) Ale: beh, puoi sempre bruciarla (10:02:27) Mauro: poco pratica come soluzione(10:02:37) Ale: vabbè, cercavo di essere utile… mai contento… :-)(10:05:45) Mauro: vabbe'(10:05:50) Mauro: ciao e buona giornata(10:05:55) Ale: altrettanto!(10:07:07) Ale: (so cosa stai pensando…mi dispiace, no)(10:07:17) Mauro: ?(10:07:21) Mauro: sarebbe?(10:07:51) Ale: sarebbe: io vengo qui e lo saluto e tutto, e lui è freddo e distante e non mi chiede niente di come sto e come va qui…(10:08:03) Mauro: in realta'(10:08:08) Mauro: neppure io te l’ho chiesto(10:08:16) Mauro: ne’ mi aspettavo che lo facessi tu(10:08:23) Mauro: per cui il problema non si pone(10:08:26) Ale: sì che me l’hai chiesto(10:08:35) Ale: qualche riga più sopra(10:10:18) Mauro: era per parlare(10:10:28) Ale: mmh(10:10:41) Ale: cioè un argomento di conversazione qualsiasi?(10:11:39) Mauro: era per salutarti(10:12:37) Ale: sai.. se non ti avessi visto qui oggi, avrei anche potuto pensare che il tuo aereo fosse precipitato. Manco sapevo se eri arrivato o meno.(10:13:46) Mauro: beh, ti sei espresso molto chiaramente quella sera che ti ho chiamato l’ultima volta(10:13:50) Mauro: per cui(10:13:55) Ale: visto che non hai avuto neppure interesse a dirmi che eri arrivato e stavi bene (dopo che per quasi quattro anni ci sentivamo sempre quando uno dei due prendeva soltanto un treno per arrivare a casa, che come statistiche d’incidenti sono molto ma molto al di sotto degli aerei)(10:14:15) Mauro: non ho grande interesse a farti sapere come sto o non sto(10:14:24) Ale: e io non ho alcun interesse a sapere come stai(10:14:36) Mauro: in ogni caso, visto che sei sul piede di guerra(10:14:40) Mauro: ed io sono in ufficio(10:14:50) Ale: quindi non vedo perché tu abbia sentito il bisogno di contattarmi oggi. Fa’ conto che io sia Mauro e tu Mario(10:14:57) Mauro: credo di poter chiudere qui queta conversazione(10:15:16) Ale: e puoi continuare a farlo senza problemi. Fingi pure che io sia morto(10:15:22) Ale: o quello che preferisci(10:15:32) Mauro: beh, e’ una tua scelta(10:15:39) Ale: no, veramente è stata tua(10:15:49) Mauro: no, e’ tua(10:15:53) Mauro: sei tu che vuoi tutto o niente(10:15:54) Ale: hai fatto tutto tu. Non puoi fare le cose ed aspettarti che non abbiano conseguenze.(10:15:56) Mauro: mi dispiace(10:16:04) Mauro: buona giornata(10:16:11) Ale: Mauro, mi hai spezzato il cuore. Te ne sei mai reso conto?(10:16:18) Ale: (credo di no)(10:16:26) Mauro: ripeto: sono in ufficio: non ho tempo/voglia di star qui a farfugliare con te(10:16:31) Mauro: buona giornata(10:16:33) Ale: certo, ovvio(10:16:34) Ale: addioOra, io forse sarò un po’ tardo, ma vorrebbe cortesemente indicarmi quali punti di questa conversazione l’abbiano portata a scrivere “in mattinata sono stato accusato delle peggiori cose via messenger”? Le uniche “accuse” che io vedo sono: non avermi notificato il suo arrivo in piena salute a Karlstadt (vero, e da lei confermato nella conversazione); che altro? L’aver detto “mi hai spezzato il cuore”? Melodrammatico, glielo concedo, ma in definitiva è quanto è successo. Ah, ma forse lei si riferiva a quel battibecco su “è stata una tua scelta, no è stata tua”… ora, lei potrà pure avere un’opinione differente, ma direi che se decide di lasciare la persona con cui stava, quest’ultima non sia obbligata a rimanerle amica, nè a prendere tale offerta come segno di generosa disponibilità da parte sua. A mio modesto avviso, anzi, l’unico a guadagnarci è proprio lei: ottiene la botte piena e la moglie ubriaca (giusto per confortarci della saggezza popolare). Visto quanto sopra, mi permetto di farle notare che indicare nella data di ieri una giornata caratterizzata da avvenimenti epocali quanto quelli americani del settembre 2001 mi pare, se non incongruo, quantomeno esagerato. Non entro nel merito, invece, della discussione sul mio post – che lei ha creduto bene riportare qui a futura memoria, e pure nella sua interezza, quando il paragrafo che la riguarda è uno soltanto – per un unico motivo: non mi piace lavare i panni sporchi in pubblico.Avrà notato, spero, che in quanto ho scritto non vi è traccia di nomi, o links, o qualsivoglia riferimento che possa condurre il lettore a collegare quanto scrivo con la sua persona. Con un ineffabile tocco di classe ed eleganza, invece, lei ha ritenuto appropriato non solo ricopiare tutto il mio post, ma pure ribadire più volte l’autore (e quindi l’identità) di questo presunto e opinabile atto di “lesa maestà” nei suoi confronti. Spero mi perdonerà se le dico che mi aspettavo qualcosa di più fine, da lei (e lo metta pure fra le mie “accuse”, se crede). Chiudo questa mia lunga arringa con una sua frase: “la tendenza all’autoassoluzione è ciò che ci aiuta a tirare avanti”. Perfettamente d’accordo: è da un paio di mesi che le sue parole e i suoi comportamenti mi portano a pensare esattamente la stessa cosa.

  5. #5 by xbergigi on 5 October 2004 - 13:02

    uhù!

  6. #6 by GattoVI on 5 October 2004 - 13:02

    Per la vostra e mia gioia, eccovi al trascrizione del post citato.Ghost Post Number One30 Settembre 2004Derogando da alcune regole che mi ero autoimposto al momento di “rilanciare” questo blog, pubblico un articolo a carattere strettamente personale – cosa che mi pare doverosa, a spiegazione degli ormai tre mesi di pressoché assoluto silenzio che hanno reso questo indirizzo più deserto di una città a Ferragosto.Per non smentirmi del tutto, però, avverto subito che questo post ha una data di scadenza: non appena sarà online il prossimo articolo “regolare”, di queste righe non rimarrà traccia alcuna.Ghost post, appunto: un post fantasma.* * *Spiegare il perché io sia più o meno scomparso dalla blogosfera negli ultimi tre mesi significa dover dare una motivazione ad un improvviso blocco dello scrittore: e se certamente vi è una parte di casualità in questo genere di cose, le cause principali le ho purtroppo ben chiare davanti a me.A voler essere pignoli, non è che io avessi smesso completamente di imbrattare carta, muri o internet – scrivere rimane pur sempre una grossa parte del mio lavoro; avevo semplicemente smesso di farlo qui. E il problema, se tale è, non sta nel mezzo utilizzato: tanto per dire, appena il buon Polemico ha aperto un nuovo “spazio” a più mani – appropriatamente chiamato IzziBizzi – reclutando tra i tanti anche il sottoscritto, mi ci sono buttato a pesce, cogliendo l’occasione di sfogare lì la mia vena più infantile, spontanea e anche discretamente goliardica (e guadagnandoci anche un meraviglioso ritrattino in stile cartoon realizzato dal bravissimo Mattia, che non smetterò mai di ringraziare – andate a dare un’occhiata, ne vale la pena).* * *Quali i motivi, dunque? Due, entrambi sfociati in profonde delusioni a livello personale.Il primo, indubbiamente più importante, è stato l’aver raggiunto la conclusione – completa, dolorosa e lacerante – di una relazione durata in tutto quattro anni (o meglio: tre più uno), già ferita in profondità esattamente un anno or sono, e riaperta mortalmente giusto tre mesi fa. Sto ancora suppurando tutto il peggio di me stesso, e temo ci vorrà un bel po’ per rimarginare.Credo di non raccontare niente di nuovo od originale, se dico che più che la fine in sè, è stata la modalità a risultarmi fatale: un misto di sotterfugi, bugie, umiliazioni e prese per i fondelli che non mi sarei aspettato da una persona che stimavo e con cui avevo condiviso così tanto. Insomma, ho avuto l’onore di sperimentare sul campo la mia personalissima Caporetto sentimentale, e come da copione, ha lasciato solo macerie dietro di sè. Quindi non venitemi a parlare di relazioni, perché non ne voglio più sapere. Been there, done that, nothing more to say.* * *L’altra delusione a livello personale – meno grave, certo, ma ugualmente importante – è venuta dal litigio con una persona che tenevo tra le tre o quattro amicizie davvero fondamentali, e che si è rivelata di tutt’altra pasta. Messa di fronte al suo comportamento – con una discreta stizza da parte mia, lo ammetto, ma il momento non poteva essere peggiore (per i motivi di cui sopra) – ha reagito troncando ogni rapporto. Nessuna spiegazione, nessun ulteriore chiarimento; il che, purtroppo, non ha fatto altro se non confermarmi che quanto le avevo rimproverato fosse tristemente vero.Ripensandoci adesso, mi torna in mente come un anno fa, quando ci conoscemmo, lei mi disse “spero che mi parlerai ancora dopo che avremo litigato – perché succederà, è sempre andata così con le mie amicizie”. Non ci diedi peso, all’epoca, ovviamente. Curioso come si riconosca una profezia solo molto dopo che si è avverata.* * *In questo panorama poco edificante, non mancano per fortuna le buone notizie.Tra queste, sicuramente il fatto di aver recuperato alcune vecchie amicizie, allentatesi a causa della distanza e degli impegni, e aver constatato che certe persone per fortuna non cambiano, e puoi sempre contare su di loro (Chiara e Sandra, sto guardando voi, sì). Anche due o tre rapporti nati in rete, e proprio grazie al blog, si sono cementati, e a distanza di un anno resistono bene, nonostante ci si veda poco o niente.Soprattutto, ho l’impegno quotidiano di accudire questo piccolo e indiavolato ammasso di pelo che vedete immortalato qui sotto, e verso il quale ho scoperto di nutrire quel genere di sentimento assoluto, che non chiede niente in cambio, che credo – non avendone esperienza – sia lo stesso di un genitore (o almeno: di alcuni genitori) verso il proprio figlio.O forse sto solo invecchiando.

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