Conversioni

La pagina della posta della Natalia Aspesi su Il Venerdì di Repubblica è sempre fonte di ispirazione per me :)
Campionari di umanità si mostrano su questa rubrica.
I gay raramente mancano, in tutte le nostre sfumature e nuance.

Questa è la lettera finocchia (anzi, ex-finocchia visto il contenuto) della settimana:
Sono un giovane trentenne ex-gay, dichiarato per suo consiglio dopo aver letto le sue risposte. Non lavessi mai fatto. Ho sopportato le peggiori offese, umiliazioni, angherie, e il disprezzo di giovani ed anziani che continuamente mi perseguitavano anche in pubblico. Ho perso un delicato posto di lavoro con la scusa che nascondevo il mio modo di essere, tanto che la famiglia si è trasferita in unaltra città e così pure io. I genitori si sono separati, le sorelle hanno perso il fidanzato.
Le chiedo come mai lei dà certi consigli quando i temi trattati sono così importanti e complessi. Io sono riuscito ad uscire da questo nero tunnel perché lho voluto con tutte le mie forze e ne sono contento. Lei non ha mai scritto che si può uscire e guarire. Sono bastati pochi consigli di uno psicologo e la sensibilità di una brava ragazza con cui convivo.
Le assicuro che non ho nessuna voglia di ricordare e tornare al passato e mi sembra impossibile esserci stato. Gradirei che la presente aiutasse altri a vivere nella normalità.
GIANNI BANDELLI Padova”

Tralascio la bella risposta della Aspesi.

Ora, che questa cosa puzzi di falso lontano un miglio è chiaro come il sole, però facciamo contento questo ex-frocio Gianni Bandelli di Padova e diamogli quei 5 minuti di notorietà che spettano ad ogni essere umano.
Mi chiedo in quale paesucolo della profonda provincia viva sto tizio: le casalinghe, anche le più anziane, abituate a decenni di Beautiful e Sentieri, non si scandalizzano più nemmeno dacanti alle perversioni sadomaso delle maestre dei loro pargoli allasilo; figuriamoci se “il disprezzo di giovani ed anziani” può essere vero.
Ha perso il suo delicato lavoro in quanto gay ex velato? Eh????????? Casomai lha perso, ma è tutto da dimostrare, perché è gay, non perché non lo aveva mai detto prima, a meno che non fosse il presidente dellArciGay/ArciLesbica locale (prego i lettori di indagare).
I genitori gli si sono separati, le sorelle hanno perso il lavoro, in Rwanda si sono massacrati e su Qonos è esplosa la miniera di dilitio. Tutto perché si è dichiarato. Mamma mia: e pensare che quando lho fatto io non è successo nulla. Mi sento defraudato di un mio diritto: quello di creare disastri.
Però cè il lieto fine: E «guarito». Anni che lOMS e gli psicologi di tutto il mondo (con le eccezioni cattoliche-integraliste alla Atzori di Radio Maria) ci dicono che lomosessualità non è una malattia. Poi arriva lui e ci dice, novello lebbroso guarito dal Messia, che si può “uscire da questo nero tunnel”. Ah beh, uno che ragiona così, di sicuro avrà vissuto la sua frociaggine solo fra i cespugli di qualche giardino pubblico nascondendosi sotto i sassi, come uno scarafaggio.
Che odissea la sua: quasi mi scende la lacrimuccia. Anni di privazioni come gay, ma per fortuna alla fine è approdato alla “normalità” e si è pure trovato una brava ragazza con cui convivere.

Limportante è crederci.



















<!– –>

  1. #1 by aelred on 24 May 2004 - 13:00

    eccezionale questo post. anch’io reclamo il diritto di provocare disastri

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